Che succede se un ragazzo prende in mano l’azienda di famiglia e ne cura l’immagine? La risposta ce la dà Raffaele di Maro, chiaianese doc, giovane under quaranta, esperto vinificatore ma, prima di tutto, comunicatore.
Lo andiamo a trovare nel periodo della vendemmia. Tra torchi antichi, attrezzature modernissime, l’odore forte di mosto, trova il tempo per raccontarci la sua storia.
Vengo da una famiglia di vinificatori da tre generazioni: mio nonno, mio padre e me. Spero ci sia un proseguimento. L’azienda è nata nel 1925. Mio nonno parte come commerciante d’uva, poi ha iniziato a vinificare alla vecchia maniera. Con mio padre l’azienda diventa più strutturata, sia come tecniche di produzione che per l’ampliamento di quantità. È uscito fuori dalla zona locale, aprendo due punti vendita di vino sfuso. Io ho perfezionato quello che ha fatto mio padre. Sto cercando di dare un’immagine netta e precisa all’azienda: bottiglia, logo, marchio. Ho voluto dare visibilità al sacrificio di mio padre e a quello che facciamo. Abbiamo dato un titolo a una storia che c’era già.
Sorride.
Podere 1925 è un’azienda a conduzione familiare. Oltre alla sede principale di Chiaiano conta due punti vendita, gestiti dalle sorelle di Raffaele, uno a Mugnano e l’altro nel quartiere di Capodimonte.
Oggi la produzione conta ben nove etichette: due DOC Campi Flegrei, Piedirosso e Falanghina e poi Fiano, Greco, Primitivo, Aglianico e un Rosato di Aglianico IGP Campania. C’è poi uno spumante di Falanghina realizzato con metodo Charmat corto – tre mesi.
«Le uve ce le danno gli stessi produttori da oltre vent’anni. C’è una fiducia reciproca. Mondragone per il Primitivo, l’Aglianico Igp Campania, il Fiano e il Greco. Il Rosato dalla zona beneventana. Per il Piedirosso e la Falanghina ci approvvigioniamo nelle zone di Cuma e Pozzuoli. Non abbiamo vitigni di proprietà: siamo dei selezionatori, dalla vinificazione all’ imbottigliamento».
L’azienda è associata al Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri, partecipa a Vitigno Italia e a Vinitaly.
Raffaele ci spiega che negli ultimi anni ha fatto grossi investimenti per passare dalla vendita di vino sfuso all’imbottigliato, e per comprare attrezzature che permettano di chiudere la filiera.
«Abbiamo preso l’imbottigliatrice, i filtri per imbottigliamento. Siamo passati dal torchio idraulico a una pressa pneumatica soffice. La differenza è che il torchio distrugge l’acino e rilascia anche delle sostanze cattive mentre la pressa non maltratta gli acini e non rilascia i sapori amari».
Oltre a contare su una rete di agenti che li segue sul territorio locale e nazionale, Raffaele ha deciso di puntare molto sulla comunicazione social e sull’immagine del suo brand. Ed è anche grazie a quest’attenzione che l’azienda sta iniziando a farsi conoscere sempre più nella provincia di Napoli e dintorni, con l’obiettivo di promuoversi anche fuori dalla regione Campania.
Raffaele non ha alcuna intenzione né interesse di spostarsi, la sua è una realtà profondamente radicata nell’area nord di Napoli.
La nostra storia è nata qui e sta crescendo. Siamo convinti che questa zona ci può dare qualcosa. Il territorio è ampio, questo ci fa lavorare serenamente. Abbiamo la fortuna, oggi davvero rara, di avere la cosiddetta ‘casa e puteca’. Siamo nati tutti qui, conosciamo bene la zona. Oramai ci siamo affermati e questo rende facile anche la gestione extra aziendale. Vogliamo comunicare le eccellenze che ci sono in questa zona, non solo le cose brutte, perché sono convinto che può dare molto di più.
Anche sul target Raffaele ha le idee chiare.
Reputiamo il nostro vino medio-alto. Siamo una piccola realtà. Non vogliamo andare nella grande distribuzione, con cui andiamo solo a perdere. Per questo è fondamentale avere dei punti vendita sul territorio.
Quando gli chiediamo il valore della sua esperienza a poche centinaia di metri dal centro città, Raffaele si ferma un attimo e poi spiega.
È sacrosanto fare queste attività, non saprei né potrei fare altro. Ma bisogna spiegarle, far entrare le persone in questo meccanismo, far vedere loro realmente cosa succede e cosa fanno le aziende su questo territorio. Siamo a Napoli, a pochi chilometri dal Vomero e dal centro storico. Vorrei fare venire le persone – chi vuole – a vedere la vendemmia, la trafila dalla vinificazione all’imbottigliamento del vino che poi bevono.
Gli direi venite a vedere, a toccare con mano.
Ecco la scheda di Podere 1925!
Scopri gli altri luoghi della mappa urbano/rurale!
Segnala un luogo da aggiungere alla mappa!
