L’Arte di Camminare: Esercizi per l’Anima e il Cervello #02

Ivano Caso, 12 Maggio 2026

Napoli Rurale

Camminare è un atto rivoluzionario. In un’epoca dominata dalla velocità digitale e dalla stasi fisica, l’atto di mettere un piede davanti all’altro sembra quasi un gesto sovversivo. Eppure, camminare è l’attività che più di ogni altra ci definisce come specie. Non è solo un modo per spostarsi dal punto A al punto B, ma una tecnologia ancestrale per pensare, guarire e connettersi con il mondo.

E camminare a Napoli è un atto di resistenza. La città, costruita sul tufo e modellata dal fuoco, offre al camminatore una sfida che va oltre il semplice esercizio fisico. È un dialogo tra il “dentro” e il “fuori”, tra la densità soffocante dei vicoli e l’improvviso spalancarsi dei polmoni verdi. In ogni capitolo di questo viaggio “dantesco” all’interno dei principali parchi della città, avremo come guide illustri autori e maestri che ci condurranno per mano per scoprire i benefici del camminare per la mente, il corpo e l’anima.

  1. Shane O’Mara: il neuroscienziato che dimostra come il movimento bipede sia il “concime” del cervello, essenziale per la neurogenesi.
  2. Claudio Miccoli: il poeta e attivista napoletano che ha difeso il verde a costo della vita, ricordandoci che la natura è un bene comune intoccabile.
  3. Thich Nhat Hanh (Tik Natan): il monaco zen che trasforma ogni passo in una preghiera di pace e presenza consapevole.
  4. Erling Kagge: l’esploratore norvegese che vede nel cammino l’unico modo per recuperare il silenzio e dilatare il tempo.
  5. Henry David Thoreau: il padre del “camminare come arte”. Per lui, camminare non è esercizio, ma un ritorno allo stato selvaggio (Wildness). Ci insegna che il vero camminatore è un “Sainte-Terrer”, un cercatore della Terra Santa interiore.
  6. Giustino Fortunato: il meridionalista che percorreva i territori per comprenderne la sventura e le potenzialità. Il suo è il “passo della coscienza civile”.

In questa seconda parte approfondiremo gli insegnamenti di Erling Kagge, Henry David Thoreau e Giustino Fortunato.

4. Il Parco Virgiliano: il Silenzio dei Due Mari

Per Erling Kagge, il camminare non è un modo per “mettersi in forma”, ma un metodo per riprendersi la propria vita dal rumore del mondo. Se Kagge si trovasse al Parco Virgiliano, sulla punta estrema di Posillipo, vedrebbe in questo luogo la perfetta “macchina del silenzio”. Qui, dove la terra finisce e inizia l’infinito del mare, il cammino diventa un esercizio di sottrazione.

Ecco quattro esercizi pratici che Kagge suggerirebbe di compiere nel Parco Virgiliano per trasformare una passeggiata in un’esperienza metafisica:

  • Esercizio di Dilatazione del Tempo: Kagge sostiene che camminare sia un modo per “allungare la vita”. Se vai veloce, il tempo vola; se rallenti, ogni secondo diventa denso. Percorri l’intero anello panoramico del Virgiliano dimezzando la tua solita andatura. Ad ogni passo, aspetta che il piede sia completamente a terra prima di sollevare l’altro. Nota come, rallentando il corpo, i pensieri smettano di correre. Kagge vuole che tu senta la “resistenza” del tempo. Al Virgiliano, questo ti permette di osservare dettagli che il corridore ignora: la trama delle foglie di pino, il modo in cui la luce cambia sul tufo di Nisida, il ritmo del tuo stesso respiro.
  • Esercizio di Ascolto del Vento:  In Il silenzio, Kagge spiega che il silenzio non è l’assenza di rumore, ma la capacità di ascoltare se stessi. Raggiungi una delle terrazze che affacciano sulla baia di Trentaremi. Fermati. Chiudi gli occhi per tre minuti. Cerca di distinguere i suoni: il vento che sale dalla scogliera, il richiamo di un gabbiano, il brusio lontano della città. Poi, cerca di “ascoltare” il silenzio che sta dietro questi suoni. Scoprirai che il silenzio è un’esperienza soggettiva. Al Virgiliano, il rumore del mare non disturba il silenzio; lo sottolinea. Questo esercizio serve a creare uno spazio protetto dentro di te, un “luogo segreto” che potrai evocare anche quando sarai nel traffico di Via Foria o del Corso Malta.
  • L’Esercizio di Visione Profonda:  Per Kagge, camminare serve a “guardare meglio”. In un mondo ossessionato da piccoli schermi, l’orizzonte è una medicina. Scegli un punto fisso all’orizzonte (il faro di Capo Miseno, il profilo di Procida o il Monte Epomeo). Cammina lungo il sentiero panoramico mantenendo lo sguardo fisso su quel punto lontano, mentre i piedi si muovono sul terreno. Sperimenterai così la dualità dell’essere umano: i piedi legati alla terra (il finito) e lo sguardo rivolto all’infinito. Questo esercizio ridimensiona i problemi quotidiani. Kagge direbbe che, davanti all’immensità del mare del Golfo, le tue preoccupazioni diventano ciò che sono realmente: microscopiche.
  • L’Esercizio del “Vagabondaggio Confinato”: Kagge sottolinea che non serve andare in Antartide per essere esploratori; basta cambiare prospettiva.Invece di seguire il viale principale, cerca i sentieri laterali, le scalinate nascoste o i piccoli spiazzi d’erba tra i cespugli del parco. Cammina come se fossi il primo essere umano a scoprire quel luogo. Svilupperai così la “curiosità del passo”. Anche in un parco recintato come il Virgiliano, puoi sentirti un esploratore se smetti di seguire la strada tracciata dagli altri e inizi a seguire la tua curiosità.

Logistica: Come Arrivare

Il parco è il punto d’arrivo perfetto per chi vuole “uscire” dalla città senza lasciarla.

  • Bus 140: Da Mergellina, percorre tutta la panoramica Via Posillipo. Scendi alla fermata “Discesa Coroglio – Istituto Denza” e prosegui a piedi per 10 minuti in salita.
  • Bus C31: Dal Vomero (Piazza Vanvitelli), ti porta direttamente all’ingresso del parco.
  • Consiglio: Raggiungi il parco effettuando una lunga passeggiata attraversando interamente via Petrarca o via Posillipo: secondo la filosofia di Kagge, tale camminata è essa stessa una terapia di bellezza.

5. Il Bosco della Salandra: il Trascendentalismo Radicale

Per Thoreau, il Bosco della Salandra rappresenta il luogo ideale per camminare non come turisti, ma come abitanti della terra e calarci in quella che lui definiva la Wilderness.

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza”.

Qui la pressione dell’urbanizzazione e dell’incuria è fortissima ed il bosco rappresenta un simbolo perfetto di resilienza della Selvaticità contro la Società dei Consumi. Perché la vera natura secondo il filosofo non è quella delle vette remote, ma quella che confina con la città, sfidandola. Per raggiungere la Salandra, bisogna lasciare le strade asfaltate e inerpicarsi. Questo passaggio fisico rappresenta una vera e propria transizione dalla “società dei consumi” alla “società della terra”.

L’area è stata spesso al centro di dispute sulla sua gestione e sulla sua protezione, diventando un caso di studio etico: il bosco di tutti e di nessuno. Thoreau sosterrebbe che, sebbene qualcuno possa possedere il titolo legale di un terreno nel bosco, nessuno può possederne il paesaggio. Camminare alla Salandra significa rivendicare il diritto universale alla bellezza e all’aria pulita, un atto di disobbedienza civile pacifica contro l’urbanizzazione selvaggia.

  • L’Esercizio della “Vaghezza Legislativa”:  Thoreau sosteneva che la natura non può essere recintata. Sebbene la legge stabilisca la proprietà privata, egli riteneva che il “paesaggio” appartenesse a chi sapeva guardarlo. Cammina nel Bosco della Salandra ignorando cartelli di “proprietà privata” o recinzioni che impediscono l’accesso a bellezze naturali, purché questo non arrechi danno all’ecosistema. In questo modo stai praticando la disobbedienza civile rivendicando il diritto universale alla natura. Stai dicendo che un bosco è un bene superiore a un atto notarile. Thoreau direbbe: “Il proprietario possiede il campo, ma io possiedo l’orizzonte”.
  • L’Esercizio del “Boicottaggio della Velocità”: In Walden, Thoreau criticava la fretta della società, simboleggiata dal treno, dallo sviluppo industriale e dallo sfruttamento del suolo. A Napoli, la fretta è il traffico, il rumore, la produttività a tutti i costi e la gentrificazione. Raggiungi il Bosco della Salandra a piedi o con mezzi pubblici risalendo l’intera collina partendo dal Vomero o dal quartiere di Pianura, rifiutandoti categoricamente di usare l’auto. Una volta nel bosco, cammina a una lentezza provocatoria, fermandoti ogni dieci passi per osservare un lichene o una pietra lavica. Stai praticando un atto di disobbedienza contro la “dittatura del tempo”. Rifiutando di essere veloce e produttivo, dichiari che la tua vita non appartiene al sistema economico che vuole trasformarti in un consumatore frettoloso. Sei un “Sainte-Terrer”, un pellegrino della propria anima.
  • L’Esercizio del “Taccuino dei Crimini Naturali”: Thoreau era un osservatore meticoloso. La sua disobbedienza era basata sulla verità documentata. Mentre cammini su uno dei sentieri della Salandra, tieni un diario fisico, non digitale. Non annotare solo la bellezza, ma documenta ogni abuso: uno scarico di rifiuti, un albero abbattuto ingiustamente, una colata di cemento che invade il sentiero. Thoreau credeva che l’individuo avesse il dovere di denunciare l’ingiustizia dello Stato contro la natura. Documentare il degrado è il primo passo per l’obiezione di coscienza: stai raccogliendo prove contro un sistema che sta “assassinando” il suolo campano.
  • L’Esercizio di “Disobbedienza al Consumismo”: Thoreau praticò la disobbedienza civile anche attraverso lo stile di vita, riducendo i suoi bisogni per non dover “vendere la propria anima” allo Stato attraverso le tasse. Porta con te nel bosco solo l’essenziale (un po’ d’acqua e del pane). Rifiuta di acquistare qualsiasi cosa durante il tragitto e pratica il silenzio assoluto per tre ore. Questa è una disobbedienza contro il consumismo e dimostra a te stesso che puoi essere felice e integro in un bosco “povero” come la Salandra senza spendere un soldo. Stai diventando pericoloso per il sistema perché sei un uomo che non può essere comprato.

Logistica: Come Arrivare

  • Metro e Bus: Scendere alla fermata Policlinico della L1 e prendere successivamente il Bus 143.
  • Consiglio: Contattare l’Associazione di Volontariato “Salandra Lovers” per contribuire all’enorme lavoro svolto di pulizia e bonifica del bosco.

6. La Selva di Chiaiano: l’Indagine Civile

Per Giustino Fortunato, il grande intellettuale del meridionalismo, camminare non era mai un atto di svago: era un metodo di analisi. Fortunato percorreva le terre del Mezzogiorno per “toccare con mano” la realtà geografica, convinto che la questione meridionale non fosse un’astrazione politica, ma un problema di suolo, di acque, di pendenza e di isolamento.

“Il camminatore è il vero custode della patria

perché è l’unico che la conosce metro dopo metro”.

Camminare oggi nella Selva di Chiaiano, attraversando il Bosco della Contessa e le Cave,  significa compiere un’indagine civile. Questo bosco, situato su una corona di colline tufacee, rappresenta il confine tra la Napoli metropolitana e la piana agricola: è il luogo perfetto per osservare come la storia dell’uomo ha interagito con la natura e trasformato la natura vulcanica a proprio piacimento.

  • Esercizio di “Geologia Politica”: Fortunato sosteneva che il carattere degli uomini è forgiato dalla natura del terreno. A Chiaiano, il tufo è il protagonista assoluto. Lungo i sentieri delle cave, fermati ad osservare le incisioni perfettamente verticali. Prendi un frammento di tufo giallo e osservane la porosità. Guarda come la vegetazione (felci, muschi) si aggrappa alla roccia. Chiediti: In che modo questa roccia friabile ha determinato lo sviluppo urbano del quartiere? Fortunato vedrebbe nelle cave la ricchezza del passato (il materiale per costruire Napoli) e nel degrado attuale la fragilità del presente. Camminare qui significa capire che se il suolo è instabile, lo è anche la società che ci vive sopra.
  • Esercizio di “Topografia dello Sguardo”: Fortunato amava guardare dall’alto, raggiungere le vette più inaccessibili dell’Appennino Meridionale per capire le connessioni con le cittadine di valle. Le alture di Chiaiano offrono oggi punti di vista strategici sulla cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Raggiungi un punto panoramico che affacci verso l’entroterra Nord di Napoli (Marano, Mugnano). Non limitarti a guardare il panorama: dividi visivamente lo spazio in “zone di cura” (vigneti, frutteti) e “zone di incuria” (discariche abusive, cementificazione selvaggia). Questo è il cuore del meridionalismo di Fortunato. Camminare significa documentare la perdita del paesaggio agrario. L’indagine civile qui consiste nel contare quanti “vuoti” verdi sono rimasti e quanto il cemento ha interrotto i corridoi ecologici necessari alla vita della città.
  • Esercizio di “Idrografia Sociale” : Fortunato era ossessionato dal regime delle acque, causa di malaria e frane. La Selva di Chiaiano è ricca di valloni che fungono da canali naturali di scolo. Cerca un vecchio alveo o un punto di raccolta delle acque piovane nel bosco. Osserva se il deflusso è ostruito da rifiuti o detriti edilizi. Per Fortunato, l’incuria idraulica è il primo segno di uno Stato assente. L’indagine civile consiste nel capire che un vallone ostruito a Chiaiano significa un allagamento a valle. Camminare qui ti insegna che la responsabilità civile inizia dalla manutenzione del fosso più piccolo.
  • Esercizio di “Statistica dei Passi”: Fortunato credeva nei dati e camminare serve a censire la realtà. Durante la tua escursione, tieni il conto di ciò che incontri: quante persone incroci (escursionisti, contadini, residenti)? Quanti animali selvatici vedi? Quante discariche di materiali inerti trovi? Al termine della camminata, avrai una “statistica del cammino”. Se non hai incontrato nessuno, la Selva è un luogo abbandonato dalle istituzioni. Se hai visto solo rifiuti, è un luogo martoriato. Questa raccolta dati è la base per quella che Fortunato chiamava la “formazione della coscienza nazionale”: non puoi cambiare ciò che non hai censito con i tuoi piedi.

Logistica: Come Arrivare

  • Metro: Fermata Chiaiano linea L1.
  • Consiglio: Contattare l’Associazione di Volontariato “Salandra Lovers” per contribuire all’enorme lavoro svolto di pulizia e bonifica del bosco.

Bibliografia

Shane ‘O Mara – Camminare può Cambiarci la Vita – Einaudi, 2020

Neuroscientist Shane O Mara: Walking, Creativity and Dopaminehttps://www.youtube.com/watch?v=T9L7GoE7AQg

Associazione Claudio Miccoli https://www.associazioneclaudiomiccoli.it/?p=chisiamo

L’omicidio di Claudio Miccoli https://spazio70.com/anni-70/nar-e-spontaneismo-armato/lomicidio-di-claudio-miccoli/?cn-reloaded=1

https://www.vallonesanrocco.it/

La Pratica della Meditazione Camminata – Consapevolezza in movimento: la pace in ogni passo – Thich Nhat Hanh, Nguyen Anh-Huong – Il punto d’Incontro, 2016

https://www.psicoterapeutatorino.eu/la-meditazione-camminata-thich-nhat-hanh/

La pratica della meditazione camminata

Erling Kagge – Camminare – Einaudi, 2018

Erling Kagge – Il Silenzio – Einaudi, 2017

H.D. Thoreau – Camminare – Garzanti, 2024

H.D. Thoreau – Walden, Vita nei Boschi – Feltrinelli, 2014

H.D. Thoreau – Disobbedienza Civile – Feltrinelli, 2017

https://www.italiachecambia.org/2024/08/bosco-della-salandra-marano-napoli/

https://www.facebook.com/salandraloversboscoforagnano/

https://piscinola.blogspot.com/2016/05/i-tesori-perduti-della-selva-di.html

G. Fortunato – Che cos’è la questione meridionale – Calice Editori, 1993

P. Scaramella – Solvitur ambulando: la ventennale attività pedestre di Giustino Fortunato – CAI Napoli, 2007

https://www.civiltaappennino.it/2020/11/18/le-osservazioni-naturalistiche-in-appennino-di-giustino-fortunato/

https://cosedinapoli.com/culture/giustino-fortunato-e-la-questione-meridionale/

https://www.vesuvionews.it/notizie/nel-bosco-degli-avi-alla-scoperta-delle-radici-di-neapolis/

https://calvizzanoweb.blogspot.com/2021/10/nel-bosco-della-contessa-ce-una-miniera.html

https://www.bioecogeo.com/34014-2/

Guida del Parco Metropolitano delle Colline di Napoli

https://www.fanpage.it/attualita/chiaiano-cresce-la-polemica-sulla-cava-scomparsa/


Ivano Caso è un ingegnere e una guida ambientale escursionistica, grande appassionato di cammini ed esploratore di dislivelli fisici ed interiori. Costantemente alla ricerca di antichi percorsi che connettono storie e meraviglie della natura di alta quota. Presidente dell’associazione Metadventures.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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