Il territorio campano, in particolare quello napoletano, è ricco di eccellenze. La Campania è, infatti, la regione italiana con il maggior numero di prodotti agroalimentari tradizionali, per la precisione cinquecentocinquantadue. Da qui il termine Campania Felix, che i nostri cugini romani attribuirono ad un’area ben più estesa – la Campania di Capua -, dopo esservisi insediati già migliaia di anni fa.
Uno dei prodotti di punta dell’area metropolitana di Napoli è la mela annurca, definita ‘la regina delle mele’ per le sue proprietà nutraceutiche eccellenti e la ricchezza di polifenoli, vitamine e fibre. Uno studio della facoltà di Farmacia dell’Università Federico II ha rilevato che le mele annurche abbassano il colesterolo e stimolano la crescita del cuoio capelluto.
Uno dei maggiori produttori locali di mele annurche è Domenico Rusciano, giovane agronomo che porta avanti la tradizione della sua famiglia da oramai tre generazioni. La sua azienda, a conduzione familiare, si divide in due sedi, una a Teano e l’altra nell’area nord di Napoli, a due chilometri dal centro storico della città. Qui c’è il melaio per l’arrossimento delle mele annurche, degli agrumeti e un campo di melograni.
Qualche tempo fa siamo andati a trovarlo a Chiaiano, in piena fase di maturazione delle mele annurche, sistemate in lunghe e ordinatissime file a formare una distesa di un rosso denso.
Ci occupiamo di quest’attività da tre generazioni. Io rappresento la terza. Ho voluto continuare questo mestiere in una maniera un po’ più scientifica. Ho studiato alla Facoltà di Agraria di Portici, ho voluto migliorare le tecniche di coltivazione e anche l’aspetto commerciale, che oggi è molto importante: la grande distribuzione non ha contatto con la gente, sta su uno scaffale morto. I loro prezzi sono molto più competitivi perché puntano alla massa. Si tratta di una sorta di monopolio. Noi, come piccoli produttori, puntiamo all’eccellenza e a recuperare il massimo da quello che produciamo. Questo è possibile con la vendita diretta, a chilometro zero. In questo modo spieghiamo al consumatore tutti i passaggi, dalla produzione alla commercializzazione.
L’azienda differenzia i suoi canali di commercializzazione attraverso la vendita diretta, la partecipazione a fiere e ai mercati contadini che si tengono solitamente la domenica nelle piazze di Napoli e non solo. L’azienda Rusciano rifornisce anche un GAS – Gruppo di Acquisto Solidale di circa cento famiglie, cui consegna settimanalmente i prodotti freschi.
All’inizio erano poche famiglie. Poi con il passaparola i clienti si sono fidelizzati al prodotto e al produttore.
Fare rete, dunque, per i piccoli produttori, è la base di tutto.
L’aspetto commerciale e divulgativo è importante, ho cercato di migliorarlo e sta dando i suoi frutti. I nostri clienti sono molto contenti di avere prodotti freschi ogni settimana. Principalmente vendiamo con la vendita diretta in azienda, al mercato contadino o tramite GAS. Si tratta di tre canali di vendita fondamentali perché sono remunerativi e perché non c’è più intermediazione del distributore: quella percentuale la vai a guadagnare tu ed è anche una soddisfazione personale. I clienti sono molto contenti perché sanno di venire dal coltivatore a prendere il prodotto fresco e a conoscere la filiera.
Domenico ha portato in azienda le sue competenze di agronomo e anche i risultati dei suoi studi di mercato. Suo nonno aveva un’azienda diversificata in più colture, tra mele, pesche e ciliegie; con suo padre l’azienda si è poi specializzata nella produzione di pesche e mele. Ora, con Domenico, sta ritornando alla prima generazione.
I clienti vogliono più prodotti, altrimenti non sei concorrenziale quando fai i gruppi di acquisto. Quindi cerchiamo di coltivare più prodotti, per avere una vasta gamma tra frutta e verdura.
Domenico spiega che ogni coltura ha la sua vocazione pedoclimatica e perciò deve crescere nella zona e nell’ambiente più adatti. Da questo punto di vista l’area nord di Napoli è molto adatta agli agrumi e alle mele. Il melaio deve essere infatti realizzato su di un terreno sciolto, dove non c’è ristagno di acqua, altrimenti si rischia la marcescenza delle mele.
Qui abbiamo un vasto bacino di utenza e organizziamo anche giornate ad hoc per la raccolta. La cosa importante è che lo scarto, cioè la seconda scelta della mela, che normalmente andrebbe buttata, da noi viene utilizzata per confetture e nettare di mela annurca. Non si deve gettare nulla di quello che produciamo.
L’azienda di Domenico Rusciano, oltre a promuovere attività didattiche e giornate in campo con l’agronomo, si occupa anche di agricoltura sociale attraverso il progetto ‘Campo Aperto’, promosso dalla Cooperativa sociale L’Uomo e il legno, nel carcere di Secondigliano. Con la collaborazione di alcuni detenuti su terreni all’interno della casa circondariale, vengono coltivati prodotti agricoli, immessi successivamente sul circuito del mercato ‘Campagna Amica’ di Coldiretti.
Stando da molti anni in quest’area, abbiamo parecchi ragazzi che vengono da ogni tipo di disagio e ci aiutano a lavorare la terra: rifugiati politici, disoccupati, detenuti. Li accogliamo con dei progetti e diamo loro l’opportunità di imparare un mestiere. Mi piace dire che siamo un’azienda a ‘cancello aperto’, molto spesso organizzo giornate ed eventi in cui invito tutti a visitare l’azienda, a raccogliere mele, clementine, per trasmettere la bellezza dell’agricoltura e far conoscere meglio i nostri prodotti. Nell’area nord abbiamo delle eccellenze uniche. La mela annurca è un prodotto di nicchia, ma c’è anche ciliegia della Recca, per non parlare della ricchezza storico- naturalistica delle masserie presenti in questa zona.
Credo che qui si possa creare una nuova Napoli.
