Napoli Rurale nel cinema parte 1
la Napoli Rurale nel cinema parte 1
Ci siamo dati appuntamento al civico 109 di via Santa Maria Antesaecula, a Napoli, dove nel 1898 nacque Totò. Siamo nel quartiere Sanità, che da anni vede un rinascimento culturale formidabile, frutto del protagonismo di tanti giovani, con nuove attività commerciali, ristorative ed una vasta offerta culturale che ha rivitalizzato il quartiere. La Sanità incastrata ai piedi della collina di Capodimonte si dispiega in un dedalo di stradine strette dove la soluzione migliore per muoversi è assolutamente quella della bici, provando, perché no, a perdersi nei vicoletti, per assaporare una Napoli autentica.
I segni di Antonio de Curtis, in arte Totò sono ovunque, maestosa è l’opera di street art dell’artista spagnolo Tono Cruz che occupa la parete di un edificio, poco distante dalla casa natale di Totò che rappresenta la famosa scena del caffè tra Totò e Peppino De Filippo nel film “La banda degli onesti”.
Da non perdere il mezzo busto in bronzo alla fine di Salita Capodimonte, in corrispondenza con la strada dove nacque il Principe della Risata e la sua silhouette ritagliata nel marmo per immortalarvi in un mitico selfie proprio in Largo Totò che riporta un’iscrizione perfetta “genio napoletano, maschera universale”. Siamo a due passi dall’ingresso delle Catacombe di San Gaudioso collegate, con un passaggio interno scavato nel tufo che vi potrà porterà fin sopra la collina di Capodimonte, con le Catacombe di San Gennaro, visita che vi consigliamo.
Continuando a girovagare per il Rione Sanità è d’obbligo un passaggio per la piazza principale, qui troverete la basilica di Santa Maria della Sanità, considerata una delle opere più ardite dell’architetto domenicano Fra Nuvolo, che diede forma a uno dei principali esempi del barocco napoletano. E’ qui che comincia “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros esilarante pellicola, tributo d’amore di Marco ed Antonio Manetti a Napoli.
Ci rimettiamo in sella e dopo pochissimo arriviamo sui luoghi de “Il Sindaco del Rione Sanità” l’opera di Eduardo de Filippo portata dal teatro al cinema grazie al regista Mario Martone, che vede molte scene realizzate negli splendidi appartamenti di Palazzo Sanfelice ed interpretate magistralmente da Francesco Di Leva.
Poche pedalate e tocca fermarsi nuovamente al Palazzo dello Spagnuolo. Basterà entrare nel cortile per vedere la splendida realizzazione della monumentale scala a doppia rampa, definita ad "ali di falco", opera di Ferdinando Sanfelice che vi lascerà a bocca aperta. Se poi chiudete gli occhi ed avete la capacità di astrarvi dal brulichio di suoni del quartiere, con un po’ d’immaginazione potrete ricordare le musiche di “Passione” di John Turturro splendido documentario musicale, che spiega la nascita e l'evoluzione delle canzoni ed il loro rapporto con i napoletani, attraverso le canzoni di Raiz, Peppe Barra, Enzo Avitabile, Avion Travel, James Senese, Pietra Montecorvino e tanti altri.
Usciti dalla Sanità la voglia di seguire le tracce di Eduardo de Filippo è tanta ed allora svoltiamo verso via Foria, ma al civico 106, troviamo un altro pezzo di storia e bisogna fermarsi assolutamente. Due film di Luciano De Crescenzo “Cosi parlo Bellavista” ed “Il mistero di Bellavista” sono stati girati proprio qui.
Arrivati all’altezza dell’Orto Botanico svoltiamo per via Peppino De Filippo, in un attimo arriviamo al Teatro San Ferdinando, il teatro di Eduardo. Siamo nel quartiere di S.Antonio Abbate, area di Napoli con un alto tasso di abbandono scolastico, ma la presenza del Teatro, lascia speranza per un’opportunità di riscatto offerta nel segno della cultura per questi ragazzi. Qui sarà possibile lasciare la bici e proseguire a piedi per la visita al camerino di Eduardo De Filippo e per un percorso all’interno del foyer in cui è ospitata l’esposizione permanente dedicata all’attore napoletano. Parliamo di un vero e proprio museo, che racconta la storia del teatro dal café-chantant all’avanspettacolo, dalla sceneggiata alla commedia fino al teatro sperimentale d’avanguardia attraverso circa 400 cimeli.
Ci si rimette in sella, attraversando il Decumano superiore, quello di Via Anticaglia, passiamo per la bellissima Chiesa di Santa Maria Donnaregina, risaliamo Via Sapienza e ci dirigiamo in Galleria Principe di Napoli, di fronte al Museo Archeologico Nazionale che merita una visita senza dubbio anche per rivivere le scene di “Viaggio in Italia” con la bellissima Ingrid Bergman, e “Napoli Velata” di Ferzan Ozpetek. Meravigliose le riprese nella stanza segreta, con una bravissima Margherita Buy.
Le location insolite del film di Ozpetek sono talmente uniche che non possiamo perderle. Si riparte, attraversiamo via Toledo, arriviamo in Piazza Plebiscito, qui le scene più fresche nella mente sono quelle de “l’amica Geniale”, il capolavoro letterario della Ferrante, trasformato in una serie di successo, ma vanno ricordati anche i film “Le quattro giornate di Napoli”, “L’oro di Napoli”, tra i film storici ed anche l’ultima opera di Sorrentino “È stata la mano di Dio”, con una piazza invasa da auto com’era fino agli anni novanta. Fortunatamente oggi è tutta zona pedonale.
Un piccolo strappetto ci porterà su a Monte Echia, quartier generale dei “Bastardi di Pizzofalcone”, romanzo di Maurizio De Giovanni trasformato in fiction di successo. Qui vi imbatterete inoltre in Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituito Italiano di Studi Filosofici, location per eccellenza del film “Il resto di Niente” tratto dall'omonimo romanzo di Enzo Striano, che racconta la vita della nobildonna Eleonora Pimentel Fonseca sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799. Dal punto più panoramico di Monte di Dio non potrete non notare la vasta area del porto di Napoli, set di numerosi film tra cui ci piace ricordare “Operazione San Gennaro”, con Totò e Nino Manfredi, ed anche alcune scene di “Gomorra”, con protagonisti Genny Savastano e Ciro l’immortale.
Scendiamo per le panoramicissime rampe Lamont Young e arriviamo sul Lungomare Caracciolo, completamente pedonale con una magnifica ciclabile. Entriamo al Borgo Marinari, ai piedi del Castel dell’Ovo set del film “Pensavo fosse amore invece era un calesse” di Massimo Troisi con una bellissima Francesca Neri e colonna sonora di Pino Daniele, ma questi sono anche i luoghi di “Maccheroni” con Mastroianni.
Continuiamo ancora un po' per la ciclabile, prima di entrare in Villa Comunale. Qui è d’obbligo, per gli amanti della biologia marina, una sosta alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, tra l’altro per gli amanti del piccolo schermo, numerose scene della serie “Sirene”, sono girate qui.
Ora è la volta di entrare al quartiere Chiaia, attraversiamo la bella Piazza dei Martiri, non solo ottima base per gli amanti dello shopping, ma anche set di “Mina Settembre”. Proseguiamo per Via Filangieri, ed arriviamo in una delle location cult di Napoli Velata, al civico 37 si apre in tutta la sua bellezza la scalinata ellissoidale di Palazzo Mannajuolo, un palazzo liberty di una delle strade più eleganti nel quartiere. Basterà affacciarvi nel cortile e chiedere al portiere il permesso per entrare, ed il suo sorriso vi accoglierà in un luogo veramente segreto ed unico.
Restiamo a Chiaia e proseguiamo per via Crispi, superato l’interessante sede dell’ Istituto di Cultura Francese, sulla sinistra troviamo le scale Massimo Troisi, che furono set del film “Scusate il ritardo”. Era il 1983 e Massimo Troisi girava sotto il diluvio una delle scene cult del cinema italiano, quella degli sfoghi d’amore dell’amico Tonino interpretato magistralmente da Lello Arena su una scalinata allora apparentemente anonima.
Ci rimettiamo in sella ed in un attimo arriviamo alla Chiesa di Piedigrotta, punto terminale delle panoramicissime Rampe Sant’ Antonio a Posillipo, che hanno immortalato la scena mitica di “Piedone lo Sbirro”, con Bud Spencer all’inseguimento di O’Barone sulle “13 discese di Sant’Antonio” (come le chiamano a Napoli). Si tratta di una strada abbastanza stretta, fatta di sanpietrini, i cazzimbocchi in dialetto, che sale fino alla omonima Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo e che unisce appunto il quartiere di Mergellina sul mare a quello di Posillipo in collina.
Curioso notare che tutte le 13 rampe sono oggi a senso unico e inverso rispetto a quello compiuto da O’Barone e Piedone. Pertanto per percorrerle oggi dobbiamo salire per la strada di Posillipo e poi ridiscenderle fino a Mergellina.
Ed allora cominciamo a salire per la panoramicissima Via Posillipo, la prima connessione cinematografica è con il film di Renzo Arbore “FF.SS. ...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?". Percorrendo Via Posillipo il protagonista è il Vesuvio, che potrete scrutare da infinite prospettive. Per gli amanti del Vulcano partenopeo “Mater Naturae”, il film di Massimo Andrei del 2005, è sicuramente da rivedere.
La nostra scalata a Posillipo finisce al Parco Virgiliano, meraviglioso parco comunale con punti panoramici a 360 gradi. Da non perdere l’affaccio su Nisida, isola che ospita il carcere minorile dove il regista Antonio Capuano, ha girato lo splendido film drammatico “Scugnizzi”, che investiga la condizione minorile napoletana. Se vi affacciate ad ovest invece noterete la piana di Bagnoli, con l’ex area industriale dell’Italsider ed il pontile Nord, splendida passeggiata di circa un chilometro sul mare, set tra l’altro di “Santa Lucia”. Riprendiamo a pedalare, attraversiamo la panoramicissima Via Petrarca, ed arriviamo alla Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, per vedere dall’alto le famose tredici discese di Piedone lo Sbirro.
Ci rimettiamo in sella in un attimo siamo al Vomero, qui all’imbocco di Via Palizzi la sosta è d’obbligo per ammirare la casa di Eduardo Scarpetta, la cui vita viene raccontata con una splendida interpretazione di Toni Servillo nel film “Qui rido io”, del regista Mario Martone. Scendiamo per via Palizzi, ed arriviamo alla fine del Petraio un piccolo borgo delizioso che si sviluppa attorno ad una scalinata bellissima, dove dovrete portare per alcuni gradoni la bici a mano. Per quelli muniti di mountain bike ed un po' più audaci qui si incontra un tratto della Napoli Obliqua (napoliobliqua.it), ciclovia partenopea prediletta dagli appassionati dell’off road.
Ci reimmettiamo sul Corso Vittorio Emanuele, e costeggiamo sulla destra la parte alta dei Quartieri Spagnoli, in un attimo siamo nuovamente in Galleria Principe di Napoli. Il nostro tour finisce qui, nella Bicycle House, casa del ciclista napoletano, dove l’aperitivo è d’obbligo.
Info utili
Il tour proposto, si sviluppa su un percorso di poco più di 40 km ed 800 m di dislivello, con la salita di Posillipo tra quelle più lunghe ma in compenso super panoramica. Si attraverseranno diversi quartieri di Napoli, da quelli più popolari come la Sanità, i Quartieri Spagnoli, il Borgo di Sant’Antonio Abbate, a quelli borghesi, da Posillipo al Vomero. Dal Parco Virgiliano potrete affacciarvi su Bagnoli, ex quartiere industriale dove il vuoto lasciato dalla fabbrica Italsider è ancora evidente e scorgere in lontananza l’area flegrea, con le isole di Ischia, Procida e nelle giornate di particolare visibilità anche le isole dell’arcipelago delle pontine.
Il giro è possibile farlo anche nel verso opposto e per i meno allenati, si potrà salire in collina, portando la bici in funicolare, senza alcun biglietto extra. È un percorso adatto in ogni stagione dell’anno, alcuni tratti si svolgeranno in estrema sicurezza in pista ciclabile ed in zone pedonali. La parte collinare sarà in percorso promiscuo con le auto. In caso di pioggia, prestare attenzione ai tratti in basolato, che potrebbero risultare scivolosi. È un percorso urbano, troverete qualsiasi cosa di cui avete bisogno lungo il tragitto, compresi negozi di biciclette, in caso di problemi meccanici.
Per informazioni sui tour, noleggio di biciclette, riparazioni utili anche; biketournapoli.com; bicyclehouse.eu; rideabikenaples.com
Lunghezza: di 44 km
Dislivello: 833 metri
Manto stradale: asfalto
Periodo: tutto l’anno
Bici: mtb, da cicloturismo
Napoli in bici
La panoramica pista ciclabile che accompagna via Caracciolo, da Piazza Sannazaro a Piazza Plebiscito, dice che andare in bicicletta, a Napoli, si può. Soprattutto, dal centro della città si può partire verso ovest per splendidi tour di esplorazione, anche frazionabili: lungo il golfo per la collina di Posillipo e poi fino a Pozzuoli, Baia, capo Miseno e Cuma, attraversando il magnifico territorio del parco dei Campi Flegrei, mentre verso est per i più arditi si può puntare a salite a quota 1000 m.s.l.m del Vesuvio. Per gli amanti dell’off road è possibile scendere anche per i percorsi sterrati del Parco Nazionale del Vesuvio, accessibili alle bici in mountain bike.
La strada per trasformare Napoli in una città bike friendly è ancora lunga, ma va detto che c’è tutto un movimento che si attiva per radicare l’uso delle due ruote in città, con soluzioni per mettere in sicurezza il traffico ciclistico e favorendo la mobilità sostenibile. Dal 2012 l’associazione culturale Napoli Pedala (napolipedala.it), con sede nel grande parco della Mostra d’Oltremare, dove gestisce una bike area, organizza il Napoli Bike Festival (napolibikefestival.it), capace di coinvolgere negli anni decine di migliaia di partecipanti, progetta itinerari ciclabili e cicloturistici e promuove la cultura della ciclabilità urbana in chiave turistico/sportiva e d’iniziativa sociale.
Bici e buon cibo
Si sa, pedalare fa consumare calorie, quante siano poco importa, quello che conta e che l’animo è più sereno ed i peccati di gola sono ancora più belli.
La Sanità il quartiere di partenza del tour è già un bel banco di prova, tra la pizza di Ciro Oliva, alla Pizzeria Concettina ai Tre Santi, quella fritta di Isabella De Cham che vi richiamerà alla mente la bellissima Sofia Loren nell’Oro di Napoli ed il fiocco di neve, bignè delizioso inventato da Ciro Poppella, sarà arduo uscire pedalando.
Via Foria è invece il regno della zuppa di cozze, quella della ‘A figlia d’o Marenaro, superba. In Galleria Principe si sfidano i caffè delle Lazzarelle bistrot, con una torrefazione fatta dalle donne del carcere di Pozzuoli, al caffè del ciclista alla Bicycle House. Simpatica anche l’esperienza di pedalare su una cyclette trasformata in una bici che con la pedalata, attiva un frullatore a pedali, per deliziosi smoothie. Al Decumano superiore, in via Sapienza c’è la Pasticceria Cerrone, che sforna pastiere tutto l’anno. Al Borgo Marinari, troverete deliziosi ristoranti a base di pesce, mentre sul lungomare il classico snack con taralli e birra.
Salendo Posillipo, una sosta alla gelateria il Bilancione, soprattutto nel periodo estivo è super consigliata, mentre al Vomero, va provato senza dubbio il gusto mennella rock, specialità della gelateria Mennella. Sulla via del ritorno, sosta d’obbligo alla Salumeria Malinconico, panini farciti con amore infinito e bontà eccelsa.
A cura di: