Pedalare alla Mostra d'Oltremare

Antonio Tempesta, 12 Marzo 2026

Napoli Rurale

Una città che riscopre sé stessa

In un contesto metropolitano spesso percepito come caotico e poco accessibile, la bici diventa uno strumento semplice e potente per riavvicinarsi ai parchi, ai viali alberati, alle colline periurbane e a quelle tracce di ruralità che ancora resistono nel tessuto di Napoli. Promuovere l’uso della bici per vivere la città non significa solo stimolare un modo sostenibile di spostarsi, ma costruire nel tempo una comunità educante che usa la bici per esplorare, imparare, prendersi cura dei luoghi, anche includendo chi di solito resta ai margini.

Pedalare diventa quindi un modo per rimettere in movimento corpo, città e relazioni, prestando inoltre attenzione alle periferie, ai quartieri popolari e agli spazi verdi spesso dimenticati, con l’idea che imparare ad andare in bici e a muoversi nel verde sia una competenza di cittadinanza, non un lusso per pochi appassionati.

Questa visione ha portato l’associazione Napoli Pedala a strutturare percorsi educativi che partono dall’alfabetizzazione ciclistica di base e arrivano alla lettura del paesaggio rurale periurbano. I laboratori non si limitano a insegnare equilibrio e frenata, ma aiutano a riconoscere alberi, coltivi, sentieri, antiche strade poderali, spiegando come la storia agricola della città influenzi ancora oggi il modo in cui ci spostiamo e abitiamo i quartieri. In questo modo, ogni uscita in bici diventa un’occasione per rafforzare il legame emotivo con la città e per sperimentare forme di mobilità più lente, rispettose e inclusive.

La Mostra d’Oltremare: un’aula verde all’aperto

La Mostra d’Oltremare, riaperta al pubblico nel 2014 dopo una lunga stagione di chiusure, è oggi il cuore pulsante di questa sperimentazione educativa. Il recente documentario di Francesco Carignani “La Mostra e una nuova Napoli” racconta i suoi 72 ettari di parco urbano, il patrimonio di piante mediterranee, agrumi, palme, laghetti e grandi viali, che rappresenta una vera aula verde all’aperto dove bambini e ragazzi possono scoprire che la natura esiste anche dentro la città, a pochi minuti da casa. Qui la bici non è solo mezzo di svago, ma chiave per conoscere un grande giardino pubblico, per imparare a orientarsi, a condividere gli spazi, a rispettare le altre persone e le specie viventi che lo abitano.

Negli anni la Mostra è diventata un laboratorio di ciclabilità rurale, con attività pensate per target diversi: corsi per imparare ad andare in bici per chi non l’ha mai fatto, bike academy per bambini e ragazzi, percorsi guidati per gruppi scolastici, laboratori di manutenzione di base, ciclofficina sociale. In particolare, sono stati coinvolti decine di giovani e persone con disabilità, con proposte adattate ai loro bisogni e ritmi: tandem, accompagnamento da parte di educatori e volontari, esercizi graduali per acquisire fiducia nello spazio aperto e nel proprio corpo. L’esperienza dimostra come il contatto con il verde e il movimento lento favoriscano autonomia, autostima, capacità di relazione e senso di appartenenza a una comunità.

Le uscite in bici diventano così vere e proprie lezioni all’aperto: si parla di sicurezza stradale, inquinamento, cambiamento climatico, ma anche di storia del quartiere, di agricoltura urbana, di cura degli spazi comuni. Le classi sperimentano percorsi semplici e progressivi, che permettono anche a chi non è abituato a usare la bici di sentirsi accompagnato e sostenuto, trasformando la paura iniziale in curiosità e desiderio di esplorare.

Accanto alle scuole, un ruolo importante lo giocano le famiglie, coinvolte attraverso uscite domenicali, giornate di gioco nel parco e momenti formativi condivisi. Genitori e figli pedalano insieme, imparano a scegliere percorsi sicuri, a riconoscere i segnali stradali, a negoziare gli spazi con pedoni e altri ciclisti. Questo approccio intergenerazionale aiuta a consolidare nel tempo nuove abitudini: la bici diventa una possibilità reale per andare al parco, raggiungere amici, partecipare alla vita del quartiere, riducendo la dipendenza dall’automobile e aprendo nuovi scenari di autonomia per ragazze e ragazzi.

Accessibilità e inclusione

Un’altra dimensione fondamentale è l’inclusione delle persone diversamente abili, che spesso incontrano barriere fisiche e culturali nell’accesso allo sport e al verde urbano. Alla Mostra d’Oltremare sono stati sperimentati percorsi accessibili e attività su misura, che tengono conto delle diverse abilità motorie, sensoriali e cognitive. L’uso di tandem, tricicli e altri ausili, insieme alla presenza di operatori formati e volontari, permette a molte persone di vivere per la prima volta l’esperienza della pedalata in un ambiente protetto e accogliente.

Queste attività non hanno una finalità assistenziale, ma mirano a riconoscere e valorizzare il protagonismo delle persone diversamente abili nella vita della città. Pedalare in gruppo, attraversare i viali alberati, fermarsi in prossimità di un orto o di un filare di agrumi, partecipare a giochi e piccole sfide permette di sperimentare il proprio corpo in modo positivo e di costruire relazioni paritarie con gli altri partecipanti. La bici diventa così un linguaggio comune, che riduce le distanze e aiuta a immaginare spazi pubblici più accessibili, inclusivi e sicuri per tutte e tutti.

Napoli Rurale: colline, orti e paesaggi periurbani

Dalla Mostra d’Oltremare i percorsi si allungano verso la Napoli Rurale, tra colline metropolitane, Campi Flegrei, vigne residue e orti urbani che raccontano la storia agricola della città. Le uscite sono pensate come viaggi lenti alla scoperta di paesaggi spesso ignorati, dove i partecipanti possono osservare da vicino campi coltivati, casali, antichi terrazzamenti, ma anche i segni delle trasformazioni urbane e delle criticità ambientali. In questo modo la bici diventa un osservatorio privilegiato per capire come la ruralità periurbana possa contribuire oggi alla qualità della vita, alla sicurezza alimentare, alla tutela della biodiversità.

In queste pedalate la dimensione educativa resta centrale: ci si ferma per ascoltare il racconto di chi coltiva, si discute di suolo, acqua, paesaggio, si riflette sul ruolo che le colline e i parchi agricoli possono avere in una città più resiliente. Le giovani generazioni e le persone diversamente abili sono accompagnate a vivere questi luoghi non come sfondo di una gita, ma come spazi di cui prendersi cura, dove ogni gesto – raccogliere un rifiuto, rispettare un sentiero, non calpestare un’aiuola – contribuisce a costruire un diverso patto tra città e campagna. Napoli Obliqua, le randonnée e le altre iniziative promosse dall’associazione Napoli Pedala diventano così tasselli di un mosaico più ampio, che punta a radicare nel tempo una cultura della mobilità dolce e del paesaggio rurale come bene comune.

Una comunità in movimento tra città e verde

Nel corso degli anni le attività alla Mostra d’Oltremare hanno coinvolto migliaia di persone, dimostrando che esiste un desiderio diffuso di vivere la città in modo più lento, sicuro e vicino alla natura. La costruzione di una comunità in movimento, che si ritrova periodicamente alla Mostra d’Oltremare e nei paesaggi rurali circostanti, è forse il risultato più importante: ragazzi che imparano a pedalare e poi affiancano i più piccoli, persone diversamente abili che tornano come tutor, famiglie che trasformano una volta l’anno in un appuntamento fisso.

Tutto questo avviene senza trasformare le attività in prodotti commerciali, ma mantenendo un’attenzione costante alla dimensione sociale, educativa e culturale. Ogni iniziativa è pensata come un passo in più verso una città dove la bici sia accessibile a tutte e tutti, dove il verde non sia un lusso ma un diritto, dove la ruralità periurbana non venga percepita come residuo, ma come risorsa da valorizzare. In questa prospettiva, l’associazione Napoli Pedala e la Mostra d’Oltremare continuano a essere un laboratorio aperto, in cui si sperimentano quotidianamente nuove forme di convivenza tra urbano e rurale, tra mobilità e cura del territorio, tra individui e comunità.


Antonio Tempesta si occupa di formazione su mobilità sostenibile, ciclofficina e riuso di componenti di bicicletta. Socio fondatore dell’associazione Napoli Pedala, lavora a Città della Scienza nella progettazione e nell’animazione di attività scientifiche.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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