Un allenamento di "livello" nel cuore di Napoli

Staff Agritettura, 28 Gennaio 2026

Napoli Rurale

Chi ha detto che Napoli non è una città di montagna? Basta osservarla bene, magari dal mare mentre si attracca in porto, per accorgersi delle numerose colline che si innalzano al di là del golfo e dei percorsi che si arrampicano verticali dirigendosi verso Castel Sant’Elmo, verso la Reggia di Capodimonte oppure verso Posillipo.

Le scale di Napoli rappresentano una delle trame urbane più affascinanti e sorprendenti della città. Tra vicoli, gradoni e rampe scolpite nel tufo, queste antiche vie pedonali collegano i quartieri collinari con il centro storico, creando una rete di percorsi verticali che, oltre al loro valore storico e paesaggistico, offrono un’occasione unica per l’allenamento fisico. Per chi pratica trekking o alpinismo, infatti, le scale napoletane possono diventare una palestra naturale ideale per prepararsi alle salite di montagna.

Prima dell’arrivo delle funicolari e della metropolitana, questi percorsi costituivano gli assi fondamentali di comunicazione tra il centro storico e la collina. Oggi, queste rampe possono tornare protagoniste grazie alla loro duplice natura: da un lato monumenti di pietra che raccontano la storia stratificata della città, dall’altro autentiche palestre a cielo aperto, perfette per chi cerca un allenamento simile alle salite montane.

Dalle celebri Scale della Pedamentina di San Martino, che con i loro oltre 400 gradini scendono dal Vomero ai Quartieri Spagnoli, alle meno note ma altrettanto suggestive Scale di Capodimonte, passando per le rampe del Petraio, ogni percorso offre dislivelli, pendenze variabili e tratti tecnici perfetti per simulare l’impegno muscolare richiesto dai veri e propri sentieri escursionistici. Allenarsi qui significa lavorare su resistenza cardiovascolare, forza delle gambe e gestione dello sforzo su lunghe salite, elementi fondamentali per affrontare trekking impegnativi.

Inoltre, le scale permettono di esercitare la coordinazione e l’equilibrio grazie all’alternanza di gradini stretti, irregolari o più alti del normale, simili a quelli che si incontrano sui percorsi montani. L’allenamento su questi tratti urbani consente di abituarsi a cambi di ritmo e di adattare il passo a terreni differenti. A questo si aggiunge un altro beneficio: la possibilità di effettuare allenamenti intensi in un contesto suggestivo, circondati da scorci panoramici che spaziano dal Golfo di Napoli al Vesuvio. Utilizzare le scale di Napoli come preparazione alle escursioni in montagna significa quindi sfruttare un patrimonio urbano unico, trasformando la città in un luogo di allenamento ricco di storia e bellezza. Un modo per unire cultura, movimento e natura, preparando corpo e mente alle sfide dell’altitudine.

Le scale del Vomero, verso la Collina delle Fate

Il Vomero sorge su una collina tufacea di circa 250 metri di altitudine: salire dai quartieri bassi, situati tra i 20 e i 50 metri sul livello del mare, significa affrontare dislivelli compresi fra i 180 e i 220 metri, sufficienti per un allenamento completo di forza e resistenza. Tra i percorsi più importanti spiccano la Pedamentina di San Martino, le Scale del Petraio e la Calata di San Francesco, ognuno con caratteristiche peculiari.

Nei sonetti di Gabriele Fasano del XVII secolo, viene utilizzato l’appellativo di “fate” per descrivere le tante giovani lavandaie della zona che, stropicciando i panni sulle lastre di pietra, lasciavano intravedere le loro procaci formosità e gioiosamente cantavano.

Le scale del Vomero rappresentano un’occasione straordinaria per chi cerca un allenamento efficace senza allontanarsi da Napoli. Il dislivello urbano, la varietà dei gradini, la pendenza costante e la lunghezza dei percorsi trasformano questi itinerari in percorsi perfetti per sviluppare resistenza, forza e capacità di postura in salita. A ciò si aggiunge il valore culturale e paesaggistico: a ogni rampa il panorama si apre sul golfo, sul Vesuvio, sulle cupole del centro storico, regalando una dimensione estetica che difficilmente una palestra può offrire.

Le scale del Vomero sono quindi molto più che un collegamento urbano: sono un laboratorio di movimento, un luogo di memoria e un monumento vivo, dove la città incontra la fatica, e la fatica diventa scoperta.  

Pedamentina di San Martino (0,67 km)

È forse la più iconica tra le scale napoletane. Parte nei pressi di Corso Vittorio Emanuele (quota circa 70 metri s.l.m.) e risale verso Castel Sant’Elmo, toccando i 225 metri s.l.m.. Il dislivello complessivo è quindi di circa 155 metri, distribuiti in 414 gradini. La pendenza media è intorno al 20%, con tratti più ripidi che raggiungono il 28%. Questa gradinata, costruita nel XIV secolo, offre una salita continua e regolare, ideale per potenziare quadricipiti e polpacci, migliorare la gestione del fiato e simulare uno sforzo prolungato simile ai sentieri di montagna.

Scale del Petraio (0,69 km)

Il Petraio è un percorso articolato e pittoresco che parte anch’esso da Corso Vittorio Emanuele (circa 70 metri s.l.m.) e raggiunge via Cimarosa, nel cuore del Vomero (250 metri s.l.m.). Il dislivello totale è quindi di circa 180 metri, con una lunghezza maggiore e una pendenza più variabile rispetto alla Pedamentina. Gradoni bassi, rampe ripide e tratti pavimentati si alternano continuamente, rendendo l’allenamento più tecnico e dinamico. È un percorso perfetto per chi vuole lavorare su ritmo, equilibrio e capacità di adattamento, elementi fondamentali nella camminata in ambiente naturale.

Calata San Francesco (1,15 km)

Meno nota rispetto alle precedenti ma molto funzionale, Calata San Francesco collega la zona di Arco Mirelli (quota 10 metri s.l.m.) con Via Belvedere (190 metri s.l.m.). Il dislivello è di circa 180 metri, distribuito in poco più di 1 km sia su gradini sia su stradine basolate. La pendenza resta costante per buona parte della salita, permettendo un lavoro continuo e ideale per interval training o ripetute in salita.

Le scale di Posillipo, scendere verso il mare e curarsi dai dolori

Posillipo deriva dal greco “Pause” e “Lypon”  ovvero cessazione dei dolori: toponimo perfetto per rafforzare il cuore e la mente in un contesto panoramico straordinario con l’incomparabile scenario del golfo di Napoli come compagno di allenamento.

A differenza delle scale del centro o del Vomero, qui la dimensione paesaggistica gioca un ruolo determinante: si cammina immersi nel verde, tra ville storiche, odore di mare e scorci panoramici che rendono ogni rampa un’esperienza sensoriale oltre che atletica.

Questa volta ci concentreremo ad allenare muscoli ed articolazioni nel senso della discesa: la ricompensa sarà un magnifico tuffo nelle acque cristalline del Golfo.

Rampe di Sant’Antonio a Posillipo (0,82 km)

Tra i percorsi più celebri, scenografici e impegnativi troviamo le rampe di Sant’Antonio, le cosiddette“tredici scese”, che dalla chiesa omonima (155 metri sul livello del mare) raggiungono il cuore di Mergellina ovvero Piazza Sannazzaro. Il dislivello totale è quindi di circa 150 metri s.l.m., distribuiti in meno di 800 metri. La pendenza media è intorno al 22%, ma con tratti centrali che superano il 30%. Scendere queste rampe è paragonabile ad affrontare una breve ma ripida discesa in montagna: concentrazione sul passo, sollecitazione su ginocchia e caviglie e continui cambi di direzione.

Dal punto di vista paesaggistico, è una delle strade più emozionanti della città: il golfo si apre gradualmente alle spalle, offrendo un panorama che ripaga della fatica.

Map data ©2026 Google

Discesa Gaiola (1,06 km)

Uno dei percorsi più noti è quello che dal Capo di Posillipo raggiunge l’Area Marina Protetta della Gaiola. Partendo da viale Virgilio il dislivello è di 125 metri con una pendenza che diviene sempre più ripida con l’avvicinarsi al mare, con tratti che superano il 25–28%. I gradini, irregolari e talvolta molto alti, sollecitano fortemente quadricipiti e glutei. È una delle scalinate più adatte a simulare lo sforzo tecnico dei sentieri costieri.

Map data ©2026 Google

Salita Villanova e Discesa dei Due Frati (0,65 km)

Questo percorso è letteralmente scavato nel tufo giallo della collina di Posillipo e spesso è di difficile individuazione a causa della crescita alta della vegetazione. Detta anche ‘o canalone, è il percorso più breve per raggiungere il mare dalla collina, collegando gli orti dei contadini ai porticcioli dei pescatori. Una passeggiata straordinaria, da fare tutta d’un fiato, che oggi resta semiabbandonata.

Rappresenta per dislivello, impegno e fascino uno degli itinerari più originali della collina. Da Via Manzoni a quota 200 metri, raggiunge in poco più di 1 km la Baia di San Pietro ai due frati uno dei luoghi poco conosciuti anche dai napoletani stessi: qui leggende, amori e mare cristallino si fondono nel cuore della città.

Affrontare questa discesa significa avventurarsi nella giungla urbana fra canneti, ginestre e rovi, simulando le capacità di resistenza e di orientamento dei percorsi più selvaggi in montagna.

Map data ©2026 Google

Le scale di Capodimonte, la Collina degli scienziati

La collina di Capodimonte nel XIX secolo fu denominata la “Collina degli scienziati”, dato che l’intera zona è appartenuta in passato a generazioni di medici e scienziati napoletani (Domenico Cotugno, Ferdinando Palasciano, Ottavio Morisani) e ancora oggi, sia i nomi delle strade che gli edifici vicini ricordano alcuni dei personaggi più famosi della nostra storia. Cuore pulsante del quartiere è il Bosco di Capodimonte con la stupenda Reggia Borbonica che è possibile raggiungere seguendo diversi itinerari che partono dal cuore del centro storico della città. Il vantaggio di questi percorsi sta nella possibilità di continuare l’allenamento all’interno del vasto giardino reale fra veri e propri sentieri e lunghi viali acciottolati: in questo modo ci si può concentrare a lavorare sulla resistenza simulando un’intera escursione in montagna di distanza considerevole dai 15 ai 20 km.

Le Scale della Principessa Jolanda (0,57 km)

Partendo dal Tondo di Capodimonte, queste scale sono uno degli accessi più noti e suggestivi. Offrono una salita intensa e costante, perfetta per impegnare muscoli e cuore ad alta intensità. Raggiunti i giardini di via Capodimonte la gradinata prosegue passando sotto Via Colli Aminei per riemergere in Via Santa Maria delle Grazie nel cuore dell’antico borgo del ‘700. Il dislivello contenuto risulta perfetto per alternare la salita delle scale (lavoro intenso) con il defaticamento e la corsa leggera all’interno del Bosco (lavoro aerobico).

Map data ©2026 Google

Scale e Gradonate del Moiariello (1,16 km)

Il Moiariello è un vero e proprio sentiero urbano che, partendo dalla zona di Miracoli-Foria, risale verso la collina attraverso rampe, gradoni irregolari, tratti stretti e alternanze di salite e falsipiani. Il nome deriva da “Moio” o “moggio”, che era un’antica unità di misura agraria, ovvero un terzo di ettaro e probabilmente il toponimo si riferiva ad un terreno coltivabile molto piccolo. Inoltre, il percorso del Moiariello è ampiamente panoramico, regalando scorci sul golfo di Napoli e sul centro storico, ed è immerso in una zona di verde urbano che collega la città alla natura. Questo aspetto rende l’allenamento non solo efficace, ma anche molto piacevole dal punto di vista estetico.

Tali caratteristiche lo rendono ideale per allenare il passo sui terreni disomogenei  e i percorsi più tecnici. Alcuni tratti sono particolarmente ripidi, con pendenze che arrivano al 30%, mentre altri sono più dolci ma presentano tratti scivolosi o sconnessi, aumentando il livello di difficoltà e l’allenamento propriocettivo. Il dislivello che si affronta su questo percorso è di circa 120 metri fino a Porta Grande e può arrivare fino a 250 metri se si effettua un intero circuito all’interno del Bosco.

La salita del Presepio (1,50 km)

Si parte da Via Vergini nel cuore della Sanità per risalire la cosiddetta “lava”, il fiume di detriti che scendeva dalla collina fino ai primi anni del dopoguerra in caso di forti piogge inondando le strade. Si prosegue risalendo i Cristallini e i Gradini Cinesi fino alla ripida salita di Sant’Antonio detta ‘O presepio dalle caratteristiche case scavate nel tufo. Qui la pendenza si fa notevole raggiungendo punte del 25% annesse ad una elevata scivolosità del fondo stradale. Il tratto finale coincide con quello del Moiariello con il raggiungimento di Porta Grande. Le caratteristiche di questo percorso permettono di sperimentare una salita con rampe impegnative e simulare tratti tecnici ed umidi tipici di contesti ricchi d’acqua come valloni e forre.

Per approfondire

La storia della chiesa dell’architiello al Vomero – tratto da librop di Di Mauro Il casale di Case Puntellate e il borgo della Pigna

https://storienapoli.it/2020/07/18/salita-moiariello-panorama-storia/

https://ivagabonviaggiditeresita.blogspot.com/2022/06/dal-palazzo-degli-studi-alla-collina-di_27.html

https://locusisteblog.wordpress.com/2023/05/10/il-presepio-di-primavera-da-salita-capodimonte-al-giardino-degli-aranci-rampe-cinesi/

https://www.napoli-turistica.com/salita-villanova-antica-pedamentina-di-posillipo/

https://www.vogue.it/article/posti-segreti-piu-belli-napoli-posillipo-la-baia-dei-due-frati-affittare-airbnb


Ivano Caso, presidente dell’associazione Metadventures, è un ingegnere e una guida ambientale escursionistica. Grande appassionato di cammini ed esploratore di dislivelli fisici ed interiori, costantemente alla ricerca di antichi percorsi che connettono storie e meraviglie della natura di alta quota.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Restiamo
in contatto

Per contribuire al progetto, segnalarci degli eventi o metterti in contatto con noi, compila il form e ti ricontatteremo presto.

    © Agritettura 2.0 - 2025. Tutti i diritti riservati.