Cicloturismo con l’intermodalità treno + bici

Luca Simeone, 21 Luglio 2026

Napoli Rurale

Usare bici e treno insieme è uno dei modi più semplici e piacevoli per fare gite fuori porta da Napoli, evitando il traffico caotico dell’uscita urbana e rendendo l’esperienza accessibile anche a chi non è super allenato.

Perché bici + treno è ideale per i “fuori porta”

  • Permette di “saltare” i chilometri più stressanti, rumorosi e inquinati, iniziando a pedalare direttamente in zone più tranquille e panoramiche.
  • Riduce la fatica complessiva: ci si riposa in treno e si pedala solo nei tratti più belli, in aree rurali e naturali, adatti anche a chi non ha grande allenamento o usa la bici solo nel weekend.
  • È una forma di mobilità dolce che combina due mezzi a basse emissioni, contribuendo a ridurre traffico e inquinamento nelle aree turistiche e nei piccoli borghi.

Comodità concreta per chi parte da Napoli

I treni regionali di Trenitalia e molti Intercity accettano le biciclette, spesso con spazi dedicati e un piccolo supplemento (nel week end e festivi in Campania è gratuito il trasporto bici), rendendo pratico partire direttamente da stazioni centrali come Napoli Centrale.

In treno ci si può cambiare, mangiare qualcosa, guardare il paesaggio e pianificare l’itinerario, arrivando “freschi” al punto di partenza della pedalata, senza stress da guida o parcheggio.

Non serve un itinerario ad anello: si può partire da una stazione, pedalare seguendo la costa o l’interno, e rientrare da un’altra stazione, scegliendo il treno più comodo per l’orario di ritorno.

Vantaggi per chi non è super sportivo

La possibilità di accorciare o spezzare il percorso dà sicurezza: se la stanchezza arriva prima del previsto, basta fermarsi nella stazione successiva e rientrare in treno.

​I gruppi misti (amici, famiglie, colleghi) possono modulare il proprio impegno: chi è più allenato allunga, chi ha meno gamba prende un treno intermedio e si riaggancia più avanti o torna a casa prima.

​Per chi utilizza e-bike, alcuni treni offrono persino prese per la ricarica nei vagoni bici, rendendo le gite accessibili a fasce di età e condizioni fisiche molto diverse.

Un modo diverso di vivere il territorio

Il viaggio diventa parte dell’esperienza: in treno si osservano paesaggi, si scoprono borghi e si scelgono sul momento le soste da fare poi in bici, con una libertà che l’auto non offre.

La formula bici + treno permette di raggiungere facilmente ciclabili, parchi e aree verdi e rurali che sarebbero scomode da conquistare solo pedalando da Napoli, soprattutto attraversando i nodi più trafficati.

È una scelta coerente con il nuovo cicloturismo italiano, che si appoggia sempre di più sull’intermodalità e sulla rete ferroviaria per offrire esperienze lente, sostenibili e alla portata di molti.

Vi abbiamo convinti in linea teorica? Ed allora passiamo alla pratica.

Ecco 5 itinerari treno + bici, pensati come idee-base che puoi adattare per distanza, dislivello e tempo a disposizione.

1. Il Vesuvio da Torre Annunziata (Strada Matrone)

Treno: Regionale Napoli Centrale → Torre Annunziata (linea verso Salerno, bici ammessa sui regionali Trenitalia).

Bici: dalla stazione si sale verso la Strada Matrone (via Cifelli), strada panoramica che porta all’ingresso del Parco Nazionale del Vesuvio; da lì possibilità di proseguire in bici verso il cratere.

Perché funziona: salti tutta la fascia urbana più caotica e arrivi già ai piedi del vulcano, con possibilità di salirci in e-bike. Così si rende l’itinerario super accessibile.

2. Cilento nord: Agropoli – Castellabate – Costa

Treno: Regionale Napoli Centrale → Agropoli-Castellabate (linea Napoli–Reggio Calabria, bici ammessa sui regionali).

Bici: dalla stazione di Agropoli si può costruire un anello verso Castellabate, Santa Maria/San Marco, poi rientro ad Agropoli o prosecuzione lungo costa verso Acciaroli/Pioppi, usando le varie opzioni descritte dai percorsi “Costa settentrionale” del Cilento ed arrivare fino alla stazione di Ascea.

Perché funziona: il treno ti porta direttamente nella porta nord del Cilento ciclabile, con moltissime combinazioni tra borghi, mare e saliscendi moderati modulabili in base alle proprie esigenze.

3. Cilento sud: Centola–Palinuro–Marina di Camerota

Treno: Regionale o IC con posti bici Napoli Centrale → Centola-Palinuro-Marina di Camerota (una delle stazioni chiave per il Cilento costiero).

Bici: dalla stazione si può scendere verso Palinuro, quindi si può seguire la costa verso Marina di Camerota e, volendo, San Giovanni a Piro, seguendo tracce e suggerimenti dei percorsi costieri cilentani (es. “Costa meridionale”).

​Perché funziona: salti il tratto autostradale, arrivi già nel cuore del Parco del Cilento; l’anello o il lineare Palinuro–Camerota è perfetto per un weekend con rientro in treno. Inoltre, qui puoi seguire le tracce della Via Silente, 600 km di itinerari tutti in Cilento.

4. Penisola sorrentina / Costiera via Sorrento

Treno: Regionale Napoli Centrale → Torre Annunziata (linea verso Salerno, bici ammessa sui regionali Trenitalia).

Bici: si arriva in un attimo a Castellamare di Stabia e poi si prosegue per Vico Equense, Sorrento fino a Massa Lubrense. Il percorso può terminare con vista su Capri. Per chi ha tempo e gamba si può arrivare fino a Salerno, riprendendo il treno lì, e regalandosi anche la costiera amalfitana. 

5. Itinerario: Reggia di Caserta – Valle di Maddaloni – Sannio “basso”

Treno: Regionale Napoli Centrale → Caserta (bici ammessa sui regionali)

Bici: dalla stazione ci vogliono pochi minuti in bici per arrivare alla Reggia, che può essere sia visita che “sfondo” simbolico della partenza; la Reggia è spesso proposta come base per giri cicloturistici nel territorio che si possono approfondire con il libro In bici nei dintorni della Reggia.


Luca Simeone è Bicycle Mayor della città di Napoli, cicloattivista e direttore del Napoli Bike Festival. Presidente dell’associazione Napoli Pedala prova a trasformare Napoli in una città per le persone.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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