G.A.S. Friarielli: fare decrescita a chilometro ‘vero’

Francesca Saturnino, 27 Luglio 2026

Agristorie

I G.A.S., Gruppi di Acquisto Solidale, sono gruppi di persone costituiti per condividere forme di acquisto collettivo di beni che rispondano a una finalità etica. Perché c’è un’etica, una scelta, anche nella semplice azione di acquistare qualcosa.

Da ‘E Pappeci, bottega del commercio equo e solidale che di quest’etica ha fatto la sua missione, incontriamo Valeria Curcio, attuale presidente del G.A.S. Friarielli, l’unico attivo su Napoli. 57 anni, matematica, insegnante e consulente informatica, Valeria si è avvicinata all’esperienza dei G.A.S. tempo fa.

Attraverso un’amica sono arrivata a conoscenza del G.A.S. dei Friarielli. All’inizio non mi sentivo pronta, perché il fare parte di un G.A.S. significa cambiare le proprie abitudini, è diverso dal fare la spesa sotto casa. Conosco tanti che, malgrado la buona volontà, dopo un anno smettono perché è difficile.

Il G.A.S. dei Friarielli, a Napoli, esiste come associazione dal 2009, anche se come gruppo informale è in piedi da prima. Le parole d’ordine dei Friarielli ci raccontano la loro filosofia:  rispetto della persona, rispetto dell’ambiente, salute, solidarietà, sostenibilità, gusto, informarsi e formarsi, contatto diretto tra produttore e consumatore, acquisto da piccoli produttori, possibilmente locali.

Proprio perché molti soci della Cooperativa ‘E Pappeci, nata più di vent’anni fa, a un certo punto si sono resi conto che, oltre a sostenere cooperative e realtà del Sud del mondo come America Latina, Asia, Africa, bisognava sostenere anche realtà del nostro Sud.

Nel 1994 a Firenze nasce il primo G.A.S. italiano, cui i Friarielli di Napoli s’ispirano. Valeria, entrata a farne parte nel 2011, ne è la presidente dal 2013. Un gruppo di persone che insieme condividono delle scelte per la propria spesa: non solo per l’alimentare ma anche per altri prodotti. L’esigenza primaria è individuare dei produttori.

Per quanto riguarda il fresco, ovvero prodotti stagionali di uso quotidiano come frutta e ortaggi, ci riforniamo nel napoletano e non oltre la regione Campania. Per quanto riguarda i prodotti annuali o semestrali come il parmigiano o le arance ci riforniamo anche fuori. Nel tempo abbiamo individuato un gruppo di produttori fissi. Più che chilometro zero, sarebbe meglio definirlo chilometro vero. Quanti meno intermediari ci possano essere meglio è. Ciò che più ci interessa è istaurare con questi produttori una relazione per conoscerli meglio e farci conoscere meglio.

Nel tempo, si sono organizzati con una procedura semplificata.

Loro ci propongono dei prodotti e noi settimanalmente li ordiniamo. Per gestire questa cosa più facilmente abbiamo un portale. Se la cosa all’inizio era gestibile anche tra di noi, nel momento in cui abbiamo raggiunto anche il picco di ottanta famiglie facenti parte del G.A.S. si è reso necessario organizzarsi. Alcuni soci hanno creato questo portale che ci guida nella gestione degli acquisti. Ognuno ha una propria password e credenziali, attraverso questi viene a conoscenza del listino della settimana, del prezzo e della consegna.

All’inizio i Friarielli si appoggiavano nella vecchia sede di ‘E Pappeci, vicino piazza del Gesù. Ora ci sono diversi i punti di raccolta, detti ‘gasetielli’, dove i produttori conferiscono i propri prodotti e i soci del G.A.S. si organizzano per ritirarli. Oltre a ‘E Pappeci, al centro storico di Napoli, c’era il Centro Hurtado a Scampia. O ancora, un punto al Vomero, dove un socio ha messo a disposizione la cantina di casa propria, come pure a Piazza Mazzini e Fuorigrotta, sempre in garage o cantine private. Oggi ci sono tre punti di raccolta.

Le famiglie che fanno parte del G.A.S. sono interessate a fare acquisti consapevoli, sono attente a quello che mangiano, a come è stato coltivato e prodotto, a quanto il produttore sia attento alla propria attività, sia dal punto di vista della produzione agricola che dal punto di ambientale, ma anche alle condizioni dei lavoratori dell’azienda.

Siamo conosciuti perché facciamo parte di una rete di economia solidale nazionale, si procede molto attraverso il passaparola, ci sono simpatizzanti che hanno sentito parlare di noi da amici o parenti o hanno l’esigenza di avvicinarsi a un consumo critico. In questi anni è cresciuta molto la consapevolezza di quello che si mangia. Le famiglie che si uniscono per formare un G.A.S. non lo fanno per risparmiare. Acquistare insieme significa sostenere un produttore: dargli l’opportunità di vendere direttamente a noi e non essere schiacciato dalla grande produzione. Eliminando una serie di passaggi, ci troviamo a dover compensare le voci di trasporto e distribuzione che poi incidono sul prezzo. Rivolgendoci al biologico, il costo medio è un po’ più alto del mercato o del supermercato. Allo stesso tempo, il vantaggio è che saltando questi passaggi sicuramente il nostro biologico costa meno del biologico della grande distribuzione.

Ed è un biologico a ‘chilometro vero’.

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Francesca Saturnino, classe 1987, è critico teatrale, giornalista, insegnante. Scrive su quotidiani nazionali e riviste (Il manifesto, Il Mattino, Doppiozero, Espresso Napoletano). La sua  passione sono le interviste, per scovare storie, personaggi, luoghi desueti e raccontarli mantenendone viva la memoria.

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