La bici per scoprire i luoghi del cinema e la sua anima rurale

Luca Simeone, 5 Ottobre 2026

Napoli Rurale

La Sanità

Ci siamo dati appuntamento al civico 109 di via Santa Maria Antesaecula, a Napoli, dove nel 1898 nacque Totò. Siamo nel quartiere Sanità, che da anni vede un rinascimento culturale formidabile, frutto del protagonismo di tanti giovani, con nuove attività commerciali, ristorative ed una vasta offerta culturale che ha rivitalizzato il quartiere. La Sanità, incastrata ai piedi della collina di Capodimonte, si dispiega in un dedalo di stradine strette dove la soluzione migliore per muoversi è assolutamente quella della bici, provando, perché no, a perdersi nei suoi vicoletti.

I segni di Antonio de Curtis, in arte Totò, sono ovunque: maestosa è l’opera di street art dell’artista spagnolo Tono Cruz, che occupa la parete di un edificio poco distante dalla casa natale di Totò e che rappresenta la famosa scena del caffè tra Totò e Peppino De Filippo nel film “La banda degli onesti”.

E ancora il mezzo busto in bronzo di Salvatore Scuotto a fine di Salita Capodimonte, in corrispondenza con la strada dove nacque il Principe della Risata, e la sua silhouette ritagliata nel Monolite di Giuseppe Desiato proprio in Largo Totò, “genio napoletano, maschera universale”.

Siamo a due passi dall’ingresso delle Catacombe di San Gaudioso, collegate, con un passaggio interno scavato nel tufo che conduce fin sopra la collina di Capodimonte, con le Catacombe di San Gennaro.

Girovagando per il Rione Sanità è d’obbligo un passaggio per la piazza principale, alla Basilica di Santa Maria della Sanità, considerata una delle opere più ardite dell’architetto domenicano Fra Nuvolo, che diede forma a uno dei principali esempi del barocco napoletano. È qui che comincia “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros esilarante pellicola, tributo d’amore di Marco ed Antonio Manetti a Napoli.

Ci rimettiamo in sella e dopo pochissimo arriviamo sui luoghi de “Il Sindaco del Rione Sanità” l’opera di Eduardo de Filippo portata dal teatro al cinema grazie al regista Mario Martone, che vede molte scene realizzate negli splendidi appartamenti di Palazzo Sanfelice ed interpretate magistralmente da Francesco Di Leva.

Poche pedalate e tocca fermarsi nuovamente al Palazzo dello Spagnolo. Basterà entrare nel cortile per apprezzare la splendida realizzazione della monumentale scala a doppia rampa, definita ad “ali di falco”, opera di Ferdinando Sanfelice. Se poi chiudete gli occhi ed avete la capacità di astrarvi dal brulichio di suoni del quartiere, con un po’ d’immaginazione potrete ricordare le musiche di “Passione” di John Turturro, splendido documentario musicale, che spiega la nascita e l’evoluzione delle canzoni ed il loro rapporto con i napoletani, attraverso le canzoni di Raiz, Peppe Barra, Enzo Avitabile, Avion Travel, James Senese, Pietra Montecorvino e tanti altri.

Via Foria

Usciti dalla Sanità, inseguendo le tracce di Eduardo de Filippo, svoltiamo verso via Foria, ma al civico 106, troviamo un altro pezzo di storia per cui bisogna fermarsi assolutamente. Due film di Luciano De Crescenzo: “Così parlò Bellavista” ed “Il mistero di Bellavista” sono stati girati proprio qui.

Arrivati all’altezza dell’Orto Botanico, oasi di verde urbano, svoltiamo per via Peppino De Filippo e in un attimo arriviamo al Teatro San Ferdinando, il teatro di Eduardo. Siamo nel quartiere di S.Antonio Abbate, area di Napoli con un alto tasso di abbandono scolastico, ma la presenza del Teatro, lascia speranza per un’opportunità di riscatto offerta nel segno della cultura per questi ragazzi. Qui sarà possibile lasciare la bici e proseguire a piedi per la visita al camerino di Eduardo De Filippo e per un percorso all’interno del foyer in cui è ospitata l’esposizione permanente dedicata all’attore napoletano. Parliamo di un vero e proprio museo, che racconta la storia del teatro dal café-chantant all’avanspettacolo, dalla sceneggiata alla commedia fino al teatro sperimentale d’avanguardia attraverso circa 400 cimeli.

I decumani

Ci si rimette in sella, attraversando il Decumano superiore, quello di Via Anticaglia, passiamo per la Chiesa di Santa Maria Donnaregina, risaliamo Via Sapienza e ci dirigiamo in Galleria Principe di Napoli, di fronte al Museo Archeologico Nazionale, che merita una visita per rivivere le scene di “Viaggio in Italia” con Ingrid Bergman, e “Napoli Velata” di Ferzan Ozpetek.

Piazza Plebiscito

Le location insolite del film di Ozpetek sono talmente uniche che non possiamo perderle. Si riparte, attraversiamo via Toledo, arriviamo in Piazza Plebiscito, qui le scene più fresche nella mente sono quelle de “L’amica Geniale”, il capolavoro letterario della Ferrante, trasformato in una serie di successo, ma vanno ricordati anche i film “Le quattro giornate di Napoli”, “L’oro di Napoli”, tra i film storici ed anche l’ultima opera di Sorrentino “È stata la mano di Dio”, con una piazza invasa da auto com’era fino agli anni novanta. Fortunatamente oggi è tutta zona pedonale.

Montedidio e Monte Echia

Un piccolo strappetto ci porterà su a Monte Echia, quartier generale dei “Bastardi di Pizzofalcone”, romanzo di Maurizio De Giovanni trasformato in fiction di successo. Qui vi imbatterete inoltre in Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituito Italiano di Studi Filosofici, location per eccellenza del film “Il resto di Niente” tratto dall’omonimo romanzo di Enzo Striano, che racconta la vita della nobildonna Eleonora Pimentel Fonseca sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799. Dal punto più panoramico di Monte di Dio non potrete non notare la vasta area del porto di Napoli, set di numerosi film, tra cui ci piace ricordare “Operazione San Gennaro”, conTotò e Nino Manfredi, ed anche alcune scene di “Gomorra”, con protagonisti Genny Savastano e Ciro l’immortale.

Chiaia

Scendiamo per le panoramicissime rampe Lamont Young e arriviamo sul Lungomare Caracciolo, completamente pedonale con una magnifica ciclabile. Entriamo al Borgo Marinari, ai piedi del Castel dell’Ovo set del film “Pensavo fosse amore invece era un calesse” di Massimo Troisi con una bellissima Francesca Neri e colonna sonora di Pino Daniele, ma questi sono anche i luoghi di “Maccheroni” con Mastroianni.

Continuiamo ancora un po’ per la ciclabile, prima di entrare in Villa Comunale. Qui è d’obbligo, per gli amanti della biologia marina, una sosta alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, tra l’altro per gli amanti del piccolo schermo, numerose scene della serie “Sirene”, sono girate qui.

Ora è la volta di entrare al quartiere Chiaia, attraversiamo la bella Piazza dei Martiri, non solo ottima base per gli amanti dello shopping, ma anche set di “Mina Settembre”. Proseguiamo per Via Filangieri, ed arriviamo in una delle location cult di Napoli Velata, al civico 37 si apre in tutta la sua bellezza la scalinata ellissoidale di Palazzo Mannajuolo, un palazzo liberty di una delle strade più eleganti nel quartiere. Basterà affacciarvi nel cortile e chiedere al portiere il permesso per entrare, ed il suo sorriso vi accoglierà in un luogo veramente segreto ed unico. 

Restiamo a Chiaia e proseguiamo per via Crispi, superato l’interessante sede dell’Istituto di Cultura Francese, sulla sinistra troviamo le scale Massimo Troisi, che furono set del film “Scusate il ritardo”.  Era il 1983 e Massimo Troisi girava sotto il diluvio una delle scene cult del cinema italiano, quella degli sfoghi d’amore dell’amico Tonino interpretato magistralmente da Lello Arena su una scalinata allora apparentemente anonima.

Posillipo

Ci rimettiamo in sella ed in un attimo arriviamo alla Chiesa di Piedigrotta, punto terminale delle panoramicissime Rampe Sant’ Antonio a Posillipo, che hanno immortalato la scena mitica di “Piedone lo Sbirro”, con Bud Spencer all’inseguimento di O’Barone sulle “13 discese di Sant’Antonio” (come le chiamano a Napoli). Si tratta di una strada abbastanza stretta, fatta di sanpietrini, i “cazzimbocchi” in dialetto, che sale fino alla omonima Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo e che unisce appunto il quartiere di Mergellina sul mare a quello di Posillipo in collina.

Curioso notare che tutte le 13 rampe sono oggi a senso unico e inverso rispetto a quello compiuto da O’Barone e Piedone. Pertanto, per percorrerle oggi dobbiamo salire per la strada di Posillipo e poi ridiscenderle fino a Mergellina.

Ed allora cominciamo a salire per la panoramicissima Via Posillipo, la prima connessione cinematografica è con il film di Renzo Arbore “FF.SS. …che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”. Percorrendo Via Posillipo il protagonista è il Vesuvio, che potrete scrutare da infinite prospettive. Per gli amanti del Vulcano partenopeo “Mater Naturae”, il film di Massimo Andrei del 2005, è sicuramente da rivedere.

La nostra scalata a Posillipo finisce al Parco Virgiliano, meraviglioso parco comunale con punti panoramici a 360 gradi. Da non perdere l’affaccio su Nisida, isola che ospita il carcere minorile dove il regista Antonio Capuano ha girato lo splendido film drammatico “Scugnizzi”, che investiga la condizione minorile napoletana. Se vi affacciate ad ovest invece noterete la piana di Bagnoli, con l’ex area industriale dell’Italsider ed il pontile Nord, splendida passeggiata di circa un chilometro sul mare, set tra l’altro di “Santa Lucia”.  Riprendiamo a pedalare, attraversiamo la panoramicissima Via Petrarca, ed arriviamo alla Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, per vedere dall’alto le famose tredici discese di Piedone lo Sbirro.

Vomero

Ci rimettiamo in sella in un attimo siamo al Vomero, qui all’imbocco di Via Palizzi la sosta è d’obbligo per ammirare la casa di Eduardo Scarpetta, la cui vita viene raccontata con una splendida interpretazione di Toni Servillo nel film “Qui rido io”, del regista Mario Martone.  Scendiamo per via Palizzi, ed arriviamo alla fine del Petraio un piccolo borgo delizioso che si sviluppa attorno ad una scalinata bellissima, dove dovrete portare per alcuni gradoni la bici a mano. Per quelli muniti di mountain bike ed un po’ più audaci qui si incontra un tratto della Napoli Obliqua (napoliobliqua.it), ciclovia partenopea prediletta dagli appassionati dell’off road.

Ci reimmettiamo sul Corso Vittorio Emanuele, e costeggiamo sulla destra la parte alta dei Quartieri Spagnoli, in un attimo siamo nuovamente in Galleria Principe di Napoli. Il nostro giro finisce qui, nella Bicycle House, casa del ciclista napoletano, dove l’aperitivo è d’obbligo.

Luca Simeone è Bicycle Mayor della città di Napoli, cicloattivista e direttore del Napoli Bike Festival. Presidente dell’associazione Napoli Pedala prova a trasformare Napoli in una città per le persone.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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