La Ciclovia dell’Acquedotto Campano come chiave di lettura delle aree rurali

Luca Simeone, 29 Luglio 2026

Napoli Rurale

La Campania interna conserva paesaggi, borghi, strade secondarie e antichi tracciati che raccontano un territorio spesso attraversato ma troppo poco vissuto. In questo quadro, la proposta della Ciclovia dell’Acquedotto Campano può diventare molto più di un’infrastruttura per ciclisti: può trasformarsi in un progetto di riscoperta delle aree rurali, capace di unire mobilità sostenibile, turismo lento e valorizzazione dei luoghi.

L’idea parte da un presupposto semplice: rendere accessibili e leggibili percorsi già esistenti significa offrire una nuova possibilità di conoscenza del territorio. Il tracciato individuato dalla proposta collega Napoli con Cancello Scalo prosegue verso Cervinara lungo il sentiero dell’acquedotto del Serino e punta idealmente fino a Caposele, dove si innesta con altre grandi ciclovie del Sud. Questo disegno non mette in relazione soltanto punti geografici, ma mondi diversi: la città, la fascia periurbana, le aree interne e i paesaggi agricoli.

Un itinerario che racconta il territorio

Lungo questo asse si incontrano infrastrutture idriche storiche, strade a bassa percorrenza, sentieri interpoderali e tratti già conosciuti dagli appassionati di gravel e bikepacking. La proposta prende forza anche dall’esperienza maturata da APS Napoli Pedala con il Vesuvio Gravel, che ha già mostrato come un itinerario cicloturistico possa diventare strumento di narrazione territoriale e di attivazione locale.

In questa prospettiva, la ciclovia non è solo un percorso da pedalare, ma un modo per attraversare lentamente l’entroterra campano, osservandone la conformazione agricola, i piccoli centri, i manufatti legati alla gestione dell’acqua e i segni della vita quotidiana. La dimensione rurale non appare come sfondo marginale, ma come parte essenziale dell’esperienza di viaggio.

Turismo lento e comunità locali

Un progetto di questo tipo può avere un impatto concreto sulle comunità attraversate. La presenza di cicloturisti durante tutto l’anno può favorire ospitalità diffusa, servizi di supporto, piccole economie locali e nuove occasioni di promozione per borghi e aree agricole. La proposta presentata agli uffici della Regione Campania, sottolinea infatti che l’apertura controllata e regolamentata del tracciato potrebbe creare un asse sicuro e piacevole tra Napoli e l’entroterra campano, coinvolgendo enti locali, gestori delle infrastrutture e operatori dell’accoglienza.

Per un progetto di riscoperta delle aree rurali, questo è un punto decisivo: il cicloturismo funziona quando non si limita a “passare”, ma genera relazioni. Una rete di percorsi ben organizzata può aiutare a far emergere prodotti locali, memorie territoriali, itinerari culturali e forme di ospitalità che valorizzano l’identità dei luoghi.

Una visione per la Campania interna

La Ciclovia dell’Acquedotto Campano propone una lettura nuova della geografia regionale. Non separa più nettamente la città dalla campagna, ma costruisce un collegamento continuo tra Napoli e i territori rurali dell’Appennino campano. In questo senso, il progetto può diventare un laboratorio di sviluppo territoriale, dove mobilità dolce, tutela del paesaggio e promozione delle aree interne si sostengono a vicenda.

La forza della proposta sta anche nella sua capacità di dialogare con infrastrutture già riconoscibili e con altri progetti cicloturistici del Sud. La connessione con Cervinara, punto di passaggio del Vesuvio Gravel è snodo fondamentale perché apre alla rete Bike Link Sud, di oltre 5000 km di ciclovie che si sviluppano nel meridione d’Italia.

L’arrivo a Caposele inoltre è connessione perfetta con la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, che conduce all’Irpina collegandosi con i percorsi dell’Irpinia Bike Trail di Fuori Mano, oltre 300 km di strade secondarie ed a bassa o nulla circolazione di auto.

Questo permette di immaginare una rete più ampia, in cui la Campania rurale non sia un margine da recuperare, ma un centro di esperienza, attraversamento e permanenza.

Un progetto da costruire insieme

Per essere davvero efficace, una ciclovia di questo tipo ha bisogno di verifiche tecniche, accordi istituzionali e una strategia condivisa di valorizzazione. Ma il suo valore va oltre l’aspetto infrastrutturale. Può diventare un racconto territoriale capace di rimettere al centro le aree rurali della Campania, la loro accessibilità, la loro bellezza e il loro potenziale economico e culturale.

In questa chiave, la Ciclovia dell’Acquedotto Campano non è solo una proposta di mobilità: è un invito a tornare nei luoghi dell’acqua, dei campi, dei sentieri e dei paesi, per riscoprire una Campania meno visibile ma decisiva per il suo futuro.


Luca Simeone è Bicycle Mayor della città di Napoli, cicloattivista e direttore del Napoli Bike Festival. Presidente dell’associazione Napoli Pedala prova a trasformare Napoli in una città per le persone.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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