Sulle tracce di un mistero lungo 200 km: nasce il cammino di San Gennaro

Ivano Caso, 29 Luglio 2026

Napoli Rurale

Esiste una Campania che va oltre il turismo di massa e il “mordi e fuggi”. È una terra antica e piena di sfaccettature, con paesaggi e ambienti vari e unici: dai vulcani che dormono alle montagne incontaminate dell’Appennino, fino ai piccoli paesi dell’entroterra, veri custodi di natura, tradizioni e storia. Qui la bellezza del territorio si intreccia con una cultura profonda, dove i vecchi miti della Campania Felix incontrano la tradizione e le feste religiose di oggi. Per mettere in rete questi ecosistemi e patrimoni culturali è nato “Il Cammino di San Gennaro”: un itinerario escursionistico di circa 200 km articolato in 10 tappe (pari a circa 210.000 passi). Snodandosi da Pozzuoli fino a Benevento, il tracciato non è solo un percorso trekking, ma una vera e propria indagine sul campo: unisce la lettura della storia naturale e geologica del territorio al racconto delle leggende, dei contesti martiriali e delle complesse traslazioni delle reliquie del Santo Patrono di Napoli.

Chi c’è dietro il progetto: Metadventures APS

A ideare e guidare questo itinerario è Metadventures, Associazione di Promozione Sociale fondata nel 2018 da un gruppo di guide escursionistiche. Il nome racchiude la parola greca *metá* (μετά), che richiama due concetti chiave: mutamento e partecipazione.

L’obiettivo dell’associazione è stimolare uno stile di vita sostenibile e un’autentica riscoperta del territorio attraverso trekking ed esperienze in cammino, con un’attenzione particolare all’empowerment delle comunità locali e alla rigenerazione del patrimonio culturale e ambientale della Regione Campania.

Perché un cammino dedicato a San Gennaro?

La storia di San Gennaro è complessa, affascinante e intrisa di mistero, sospesa tra le fonti scritte degli *Atti Bolognesi* e degli *Atti Vaticani* e una ricchissima tradizione orale. Riconosciuto come un potente elemento identitario, il Santo diventa un vero e proprio fil rouge geografico e narrativo tra la costa flegrea, la capitale partenopea, il Vesuvio, l’Agro Nolano, le vette irpine e il Sannio.

Il Cammino non si rivolge solo ai camminatori devoti, ma a tutti gli appassionati di turismo slow, laico e naturalistico. L’itinerario propone una modalità innovativa di escursione: ogni tappa è condotta simultaneamente da una guida escursionistica AIGAE e da una guida turistica della Regione Campania. Questa sinergia consente di abbinare al cammino momenti di approfondimento storico, visite guidate ai siti e letture dedicate agli autori e alle leggende del territorio.

Il viaggio in 10 tappe: Da Pozzuoli a Benevento

Attraversare il Cammino di San Gennaro significa percorrere oltre 200 chilometri tra mare, caldere vulcaniche, faggete montane e antiche vie consolari. Ecco il racconto completo del percorso:

1. I luoghi dell’arresto: Da Miseno a Baia

Si parte dal promontorio di Capo Miseno, dove la storia del martirio ha inizio con l’arresto del Vescovo Gennaro e dei suoi compagni. Il tracciato si snoda nel Parco Regionale dei Campi Flegrei, sfiorando il Lago d’Averno (l’antico ingresso agli inferi), la Grotta di Cocceio, l’Antro della Sibilla e l’Oasi WWF di Monte Nuovo.

2. I luoghi del martirio: Da Baia a Bagnoli

Dall’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, teatro del primo miracolo con le fiere ammansite che leccano i piedi al Santo, fino alla Solfatara, luogo della decollazione. La tappa offre anche un’immersione nell’arte presso il Rione Terra, dove nel Museo Diocesano sono custodite le celebri tele di Artemisia Gentileschi.

3. Le reliquie e la “Via per Colles”: Da Bagnoli a Napoli

Un trekking urbano lungo l’antica via romana che collegava Pozzuoli a Neapolis passando per la collina del Vomero. Attraversando il borgo di Antignano (luogo del primo miracolo della liquefazione del sangue raccolto dalla nutrice Eusebia), si giunge nel cuore di Napoli, la Urbs Sanguinum per eccellenza, tra il Duomo, la Cappella del Tesoro e le Catacombe di San Gennaro a Capodimonte.

4. Il miracolo del 1631 e il Miglio d’Oro: Da Napoli a Torre del Greco

Dalle storie del Ponte della Maddalena, dove nel 1631 la statua di San Gennaro fermò la terribile colata lavica del Vesuvio, ci si incammina lungo il Miglio d’Oro, ammirando le splendide ville vesuviane del Settecento fino alle falde del vulcano a Torre del Greco.

5. La Grande Traversata del Vesuvio: Da Torre del Greco ad Ottaviano

Ascesa mozzafiato lungo la storica Strada Matrone tra pinete e macchia mediterranea, arrivando nei pressi del Gran Cono (1.281 m) per poi scendere verso Ottaviano sfiorando la suggestiva Valle dell’Inferno e i versanti del Monte Somma.

6. Le Basiliche Paleocristiane: Da Ottaviano a Cimitile

Dai pendii del Vesuvio si entra nell’Agro Nolano per esplorare uno dei complessi paleocristiani più importanti d’Europa: il Coemeterium Nolanum di Cimitile, un’area sacra di 9.000 mq ricca di mosaici, affreschi e ben sette edifici di culto, dove la tradizione colloca la fornace ardente da cui il Santo uscì indenne.

7. Il Castello di Avella: Da Cimitile ad Avella

Una tappa immersa nelle colline dell’Agro Nolano, terra natia del filosofo Giordano Bruno, tra noccioleti, il Castello di Avella e l’Eremo di Visciano, dove la riflessione culturale si fonde con la bellezza del paesaggio agricolo.

8. La traslazione delle ossa: Da Avella a Montevergine

Si entra nel cuore dell’Irpinia salendo sui Monti del Partenio lungo gli antichi sentieri dei pastori e dei carbonai, dalla Piana di Summonte a Campo Maggiore. Questi boschi, legati ai miti di Virgilio Mago e alle opere di Roberto De Simone, videro nel maggio del 1497 il ritorno delle ossa del Santo a Napoli, grazie all’intercessione del Cardinale Oliviero Carafa, dopo essere state custodite per secoli a Montevergine.

La tappa termina al Santuario di Montevergine, luogo sacro fin dall’antichità (in origine dedicato alla dea Cibele). Qui la tradizione cristiana incontra la devozione per la Madonna Nera (Mamma Schiavona), protettrice degli ultimi e degli emarginati, celebrata ogni anno il 2 febbraio con la celebre “juta dei femminielli” tra tammorre e canti popolari.

9. La Grande Traversata del Partenio: Da Montevergine a San Martino Valle Caudina

Un’immersione nella natura incontaminata lungo le creste del sentiero GTP (Grande Traversata del Partenio), sulle tracce dei lupi irpini. Si raggiunge la vetta del Parco Regionale sul Monte Acerone (1.598 m), godendo di panorami grandiosi, per poi attraversare Ciesco Bianco e il Rifugio Mafariello tra fitte faggete ammantate di muschio fino a scendere nella Valle Caudina.

10. La Francigena e i luoghi natii del Santo: Da San Martino a Benevento

L’ultima tappa ripercorre le tracce dell’antica Caudium (Montesarchio), dove nel Museo Archeologico del Castello si conserva il celebre vaso di Assteas. Ci si innesta quindi sul tracciato della Via Francigena per fare ingresso a Benevento attraverso lo storico Ponte Leproso. Qui si visitano l’Arco di San Gennaro (presunta casa natia) e la Cattedrale di Santa Maria, chiudendo il cerchio dell’itinerario dove la storia del Santo ebbe origine.

Impatto di comunità e prospettive future

Il Cammino di San Gennaro nasce per fare rete. Durante le prime fasi di sperimentazione condotte tra la fine del 2024 e il maggio del 2025, oltre 100 partecipanti hanno collaudato l’itinerario registrando un grande entusiasmo.

Metadventures sta lavorando a stretto contatto con realtà locali come l’Oasi WWF degli Astroni, le Pro Loco di Cimitile e di Avella, l’associazione Avellarte, l’UNPLI Napoli, l’Eremo di Visciano e le autorità religiose e culturali per siglare protocolli d’intesa duraturi.

Guardando al futuro: gli obiettivi a lungo termine

Per trasformare questa sperimentazione in una realtà permanente e attrattiva, Metadventures ha tracciato una rotta ben precisa per il futuro del percorso:

Riconoscimento ufficiale: L’iscrizione nell’Atlante Regionale dei Cammini della Campania permetterà di inserire l’itinerario nei circuiti nazionali ed internazionali dedicati al turismo sostenibile e slow.

Segnaletica e fruibilità: Grazie ai contributi dedicati, verrà installata la segnaletica ufficiale lungo tutti i 200 km, garantendo un orientabilità semplice, sicura e in totale autonomia.

Sostenibilità e Community: Il progetto punta a essere autonomo nel tempo attraverso campagne di crowdfunding e l’inserimento di un Community Manager, una figura chiave che curerà le relazioni sul territorio e consoliderà i protocolli d’intesa tra enti pubblici, soggetti privati e realtà locali.

Come preparare lo zaino e partire

Sei pronto a mettere in moto i tuoi passi sulle tracce di Januarius? Il sito ufficiale del progetto è online per consultare i dettagli di ogni frazione e pianificare l’avventura.

Sito Web Ufficiale: [Cammino di San Gennaro – Metadventures] https://metadventures.wixsite.com/camminodisangennaro

Cosa troverai sul sito: Mappe, descrizione analitica delle tappe, tracce GPX scaricabili e le istruzioni per richiedere la credenziale ufficiale del camminatore.

Bibliografia

Atti dello ieromartire Gennaro, vescovo di Benevento – Tradizione Cristiana

Uomini e Profeti | E2 | San Gennaro, cuore sciolto dei vicoli di Napoli | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

Piscinolablog: “Divus Januarius”,… San Gennaro… nella storia e nella tradizione… !

049 – San Gennaro: tra mito e realtà – Yess – Young Empathic Smart Students | Podcast on Spotify

QUI SI PAGA PER GLI REGJ CENSALI: L’Antiniana o antica via per colles – Storie di Napoli e oltre

Leggende – prolococimitile

Avella – Castello Longobardo – Museo dei Castelli

https://www.linkiesta.it/2020/02/juta-napoli-madonna-montevergine/

https://www.ntr24.tv/2012/08/20/al-rione-triggio-la-casa-di-san-gennaro-ma-pochi-lo-sanno/

Meravigliosa Campania


Ivano Caso è un ingegnere e una guida ambientale escursionistica, grande appassionato di cammini ed esploratore di dislivelli fisici ed interiori. Costantemente alla ricerca di antichi percorsi che connettono storie e meraviglie della natura di alta quota. Presidente dell’associazione Metadventures.

Napoli Rurale è un progetto finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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